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Chez Nous | 16 aprile 2020, 10:30

Politichini servi della burocrazia

RESTIAMO A CASA -

Politichini servi della burocrazia

«Forse è giunto il momento di pensare a un salario universale che riconosca e dia dignità ai nobili e insostituibili lavori che svolgete; capace di garantire e trasformare in realtà questa parola d’ordine tanto umana e tanto cristiana: nessun lavoratore senza diritti». Lo ha scritto Papa Francesco in una lettera inviata a Pasqua ai partecipanti agli incontri mondiali dei Movimenti popolari svoltisi due volte in Vaticano (2014 e 2016) e uno a Santa Cruz de la Sierra, durante il suo viaggio in Bolivia del 2015.

L’Ansa nei giorni scorsi ha scritto, facendo riferimento ai provvedimenti per contrastare la crisi coronavirus: “Secondo Stefania Riccardi, coordinatore del dipartimento Politiche del lavoro e della Formazione, ipotizzare un sistema regionale di concessione di ammortizzatori sociali comporterebbe un costo organizzativo incredibilmente sproporzionato rispetto al beneficio atteso (lo stanziamento è pari a 1,5 ml €), oltre che tempi incerti di realizzazione. Nessuna regione, infatti, si è avventurata in soluzioni di questo tipo".

Dunque da una parte il Papa che invoca aiuti per tutti e dall’altra la burocrazia che si preoccupa più del costo organizzativo piuttosto che dell’aiuto i lavoratori colpiti dalla crisi causata da coronavirus. Tra l’uno e l’altra in mezzo c’è la politica che dovrebbe indicare gli obiettivi che la burocrazia dovrebbe perseguire per dare risposte concrete immediate e dare così dignità sociale ed economica agli esseri umani.

E invece in Valle succede che la burocrazia affossa la politichetta dei cervelloni; o meglio la politichetta che si aggrappa alla burocrazia per il bisogno di sopravvivere; i politichini hanno bisogno dei burocrati perché non hanno idee né progetti. Il coronavirus ci ha fatto capire che siamo ad un punto di svolta. Ci ha fatto capire che non c’è più posto per i boiardi regionali né stipendiati della politica.

Serve innovazione, coraggio e progetti per modernizzare la Valle d’Aosta. E’ tempo che la burocrazia esegua e non intralci. E’ tempo che la burocrazia realizzi gli indirizzi politici. E’ tempo che la burocrazia si rinnovi; siamo stufi della burocrazia descritta da Weber, “particolarmente pervasiva, e per certi aspetti pericolosa, perché essa agisce direttamente sulla gestione non tanto di oggetti, macchine o procedure". Mentre dovrebbe agire per conseguire finalità specifiche e precise"; appunto quella burocrazia che realizza gli obiettivi indicati dalla politica.

In Valle la burocrazia è formata da tanti capetti ognuno dei quali ha una pletora di sottocapi e così mai si riesce a sapere chi è il responsabile di una burocrazia sciatta ma che ha sottomesso la politichetta priva di idee, di progetti e di proposte. Basti pensare che la Regione dispone di un esercito di dirigenti, circa un centinaio; alla Cogne Acciai Speciale si contano sulle dita delle due mani.

Basti vedere quanto pesa la burocrazia nelle morti per il coronavirus. Basti pensare ai ritardi per l’acquisto dei macchinari necessari al laboratorio di analisi del Parini per effettuare i test sui tamponi. E poi i ritardi per le mascherine. E poi l’esaurimento dei reagenti. E poi e poi e poi.

Tutto ha funzionato dove non ha messo il naso la burocrazia, ovvero la realizzazione dell’ospedale Covid-19 all’interno del Parini. E intanto una generazione, quella che Papa Francesco ha definito la nostra storia, le nostre radici, sta morendo a causa del coronavirus. La burocrazia blocca le aziende, blocca i finanziamenti, blocca gli aiuti a famiglie e lavoratori.

Li blocca con la complicità della politichetta. Con la complicità di quella politica che ragiona ancora con carta matita e calamaio perché forse non sa usare il pc.

Ha ragione il Presidente della Commissione Affari Generali, Pierluigi Marquis, quando dice “è necessario un approccio digitale, già sperimentato, per procedere alle erogazioni nella terza decade di aprile gli aiuti per sostenere i colpiti dalla crisi coronavirus". Giusto.

Ma il problema è che la burocrazia non ha ancora provveduto ad avviare le procedure per permettere la digitalizzaione; con buona pace del Presidente Testolin che pensava di erogare i finanziamenti nel mese di maggio a chi già oggi ha problemi ad acquistare il pane per i figli.

piero.minuzzo@gmail.com

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