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ATTUALITÀ | 04 aprile 2020, 09:00

L'OPINIONE DI UN LETTORE: E se l’ospedale venisse delocalizzato nella zona Tzambarlet-Montfleury

RESTIAMO A CASA - Ma Saint Martin de Corléans non ha insegnato proprio nulla? Come si poteva immaginare di non trovare nulla in quest'area?

L'OPINIONE DI UN LETTORE: E se l’ospedale venisse delocalizzato nella zona Tzambarlet-Montfleury

È da un po' che volevo dire qualcosa sul cantiere dell'ampliamento dell'ospedale cittadino. Leggendo il suo articolo - Il Guerriero, i suoi feudatari e la strage dei contagiati - ho deciso che era arrivato il momento. Concordo sul fatto che se tutto avesse seguito un corso normale oggi avremmo una struttura ampliata funzionante, un Beauregard adibito ad altre funzioni sanitarie ecc. Ma così non è.

Si sa che le grandi opere da noi e non solo sono soggette a speculazioni economiche e soprattutto politiche atte solo a prolungare all'infinito i tempi di realizzazione o addirittura a lasciarle incompiute. Anche qui, secondo me, e lo dico a ragion veduta, perché, scusi il bisticcio, ho la veduta perfetta del cantiere dell'ospedale, al momento cantiere archeologico, si verificherà la stessa cosa. Dalle mie finestre vedo benissimo quello che succede in quel cantiere (al momento fermo).

Il famoso passaggio di collegamento tra la vecchia struttura e la nuova doveva essere terminata ad agosto 2018. Al momento non porta a nulla. Perché il collegamento possa essere tale bisognerà scavare sotto il piazzale antistante la piastra e sicuramente ci saranno reperti, tombe del cimitero romano! Lo sanno tutti che i Romani seppellivano i loro morti lungo le vie di uscita e accesso alle città, prova ne sia il ritrovamento di sarcofagi in piombo, un unicum in Valle d'Aosta. Senza parlare del famoso guerriero celtico e delle stele in parte scoperte che sembra formassero un cerchio tipo quello del Piccolo San Bernardo.

Al momento attuale è tutto fermo ma è stata approntata una scala metallica più funzionale rispetto a quella in legno precedente per accedere al livello dello scavo archeologico, segno che si continuerà a "grattare" in un prossimo futuro allungando ulteriormente i tempi. Durante tutta l'estate scorsa si è continuato a scavare, poi si è ricoperto con enormi mucchi di terra, poi si è continuato a spostare terra da un angolo all'altro del cantiere, certamente tutte operazioni necessarie ma siamo davanti al nulla.

Intanto sono stati spesi più di 20.000.000 di Euro e dovranno esserne spesi ancora tanti prima di vedere un inizio di struttura. Ma Saint Martin de Corléans non ha insegnato proprio nulla? Come si poteva immaginare di non trovare nulla in quest'area? La città di Aosta è costruita su millenni di stanziamenti umani e questo lo si sapeva. Intanto del nuovo progetto e relativo appalto che sembra dovrà essere "guidato" a livello europeo proprio per l'importanza dei reperti venuti alla luce, non si sa nulla e, alla luce dei tristi giorni che stiamo vivendo, non si saprà e non si farà nulla ancora per chissà quanto tempo. Ecco perché dico la scelta di ampliare il "Parini" è stata una scelta sciagurata! Bisognava delocalizzare, Montfleury o Tzambarlet ad esempio, in mezzo ad aree verdi con parcheggi, possibilità di accesso agli elicotteri della protezione civile (cosa che qui non sarà possibile).

A quest'ora avremmo un ospedale moderno e funzionale costruito con costi ragionevoli. Se qui dobbiamo pensare a finire la parte archeologica, costruire la nuova struttura, restaurare la parte vecchia e il Beauregard con annessi e connessi, vedi ad esempio la questione sismica, a quali livelli di spesa arriveremo? Perdoni il mio sfogo ma mi sentivo di esternare queste mie considerazioni. Leggo sempre molto volentieri i suoi editoriali e il suo giornale. Le auguro buona salute e buon lavoro.

lettera firmata

Grazie Caro Lettore; grazie per il contributo. Il problema di noi valdostani, ma gli altri non stanno meglio, sono i politichini che non decidono per non assumersi responsabilità. Dire non è più comodo che dire sì; dire sì significa assumersi responsabilità e rispondere agli elettori. Dire no non comporta responsabilità ma tanti vantaggi uno per tutti: poter dire ‘io l’avevo detto’. Buona vita anche a lei. pi.mi.

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