/ CRONACA

CRONACA | 31 marzo 2020, 21:15

Inchiesta Procura Aosta su contagi Refuge Père Laurent

RESTIAMO A CASA – L’inchiesta poterebbe estendersi anche ad altre micro comunità. Accuse del figlio di una Oss contagiata casa riposo Pontey

Inchiesta Procura Aosta su contagi Refuge Père Laurent

La procura di Aosta ha aperto un fascicolo - al momento senza indagati né ipotesi di reato (un 'modello 45') - in merito alla situazione di emergenza segnalata nell'ospizio di Aosta 'Père Laurent'. Il fascicolo è affidato al pm Francesco Pizzato, che disporrà l'acquisizione di documentazione - come le cartelle cliniche - e, dopo le indagini del caso, valuterà la sussistenza di eventuali ipotesi di reato.

Un'iniziativa d'ufficio, scattata a seguito delle lamentele dei lavoratori riguardanti i dispositivi di protezione che sono stati consegnati e più in generale le modalità di gestione dell'emergenza riguardante gli anziani assistiti.

L'inchiesta potrà allargarsi ad eventuali criticità che dovessero emergere in altre microcomunità sul territorio valdostano. PER SAPERNE DI PIU.

Infatti, figlio di una operatrice in servizio presso la micro di Pontey contagiata da coronavirus denuncia la carenza di protezioni.

L’Ansa riporta denuncia Jacopo Straccini, di 25 anni, di Saint-Marcel (Aosta), figlio di Diana Maria Efisia (53), una delle operatrici socio-sanitarie della microcomunità di Pontey risultata positiva al coronavirus. "Non sono state prese le misure adeguate, le protezioni adeguate. Tutto questo è assurdo. Perché le oss sono delle persone che svolgono un lavoro di assistenza mirato per i pazienti, per gli ospiti, e meritano a loro volta una protezione adeguata tanto quanto gli infermieri e i medici, soprattutto in una situazione come questa".

Circa due settimane fa è stata posta in isolamento domiciliare con gli altri membri della famiglia, che risultano "asintomatici", spiega il figlio. La donna appare ora in buone condizioni ed è "in attesa del doppio tampone negativo". Straccini, si legge ancora su un lancio Ansa ,  punta il dito, tra l'altro, contro "la mancanza di strumentazioni di protezione. Una cosa che sta colpendo ovviamente anche gli ospedali e altre strutture sanitarie o microcomunità. Ma a mio avviso ritengo inadeguato un comportamento del genere da parte delle istituzioni". Una situazione che per lui è "un vero e proprio attentato alla salute pubblica".

Inoltre, prosegue, "mia madre deve sorbirsi discorsi completamente assurdi, inadeguati, da parte" del presidente della Regione "Testolin, dicendo che queste persone si stanno tirando indietro perché preferiscono stare a casa". Pur temendo "ritorsioni", "nei miei confronti e soprattutto nei confronti di mia madre" Straccini segnala "inadempienze della microcomunità, della comunità montana ma anche della Regione Valle d'Aosta, quando si diceva prima del decreto, sempre il signor Testolin, 'Venite in Valle d'Aosta, è una regione sicura, è un posto sicuro'".

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore