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Consiglio Valle | 31 marzo 2020, 11:00

Valtournenche: Giunta comunale chiede a Regione stato di calamità per chiusura anticipata impianti risalita

RESTIAMO A CASA - Chiesto un indennizzo perché le funivie hanno chiuso anzitempo causa emergenza Coronavirus

Una cabina della Cervino Spa

Una cabina della Cervino Spa

Si è portata avanti, l'Amministrazione municipale di Valtournenche guidata da Jean Antoine Maquignaz. Mentre ancora molti comuni valdostani stanno valutando quali e quanti danni economici causerà la lunga sospensione delle attività commerciali e ricettive imposta dal decreto #iorestoacasa per limitare il contagio da Covid-19,  la giunta ha approvato una delibera che chiede testualmente alla Regione di concedere a Valtournenche "lo stato di calamità per le ricadute economiche dell'emergenza Coronavirus".

Gli impianti di risalita della Cervino Spa hanno infatti chiuso i battenti anticipatamente, così come gli altri in tutta la Valle, il 9 marzo scorso, decretando di fatto la fine della stagione invernale.

Un danno economico, senza dubbio, ma resta il fatto che la società funiviaria è una partecipata regionale e il Comune non detiene nemmeno una quota. Bar e ristoranti sulle piste hanno chiusi così come tutte le altre attività commerciali e ricettive.

L'Amministrazione di Valtournenche fa appello nella delibera al fatto che "L'economia del Comune di Valtournenche con il comprensorio di Breuil Cervinia è fondata sul turismo principalmente invernale" e che i danni causati dalla chiusura delle attività ricettive e degli impianti di risalita sono "incalcolabili". Così come accade in tutte le altre località turistiche della regione; da Courmayeur a Pila, da Gressoney a La Thuile. Senz'altro vero, ma resta il fatto che nessun altro Comune valdostano si è sognato di chiedere lo stato di calamità perchè il rischio di contagio da Covid-19 ha imposto la chiusura di strutture turistiche regionali e quindi ne minaccia l'economia. Insomma, se quando si è tutti in difficioltà occorre remare tutti insieme in una direzione, pare proprio che il sindaco Maquignaz stia remando controcorrente.

red. pol.

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