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ECONOMIA | 29 marzo 2020, 21:14

Gli Impianti a Fune assicurino concorrenza nelle gare pubbliche

RESTIAMO A CASA - Scorporare i lavori dalle forniture degli impianti a fune, lo chiedono le Imprese di costruzione valdostane

Gli Impianti a Fune assicurino concorrenza nelle gare pubbliche

Diciotto imprese di costruzione con sede in Valle d’Aosta hanno espresso al Governo Regionale, Finaosta S.p.A., Confindustria Valle d’Aosta, AVIF, Courmayeur Mont Blanc Funivie S.p.A., Pila S.p.A., La Thuile S.p.A., Monterosa Ski S.p.A. e Cervino S.p.A., "un dissenso tecnico e un auspicio di rettifica procedurale rispetto alle modalità di espletamento delle procedure di gara di appalto generalmente adottate dalle partecipate regionali".

Le imprese fanno in particolare riferimento al Disciplinare di gara per l’aggiudicazione dell’appalto relativo all’ampliamento dell’impianto di innevamento programmato del comprensorio sciistico della Courmayeur Mont Blanc Funivie S.p.A. e alla realizzazione delle opere civili connesse ed accessorie.

Con riferimento al contenuto della suddetta gara e più in generale alle pregresse e future procedure, le imprese rilevano ed evidenziano "come le scelte operate (seppure nell’ambito della discrezionalità della stazione appaltante) non tengono in considerazione di alcuni aspetti di natura tecnica ed amministrativa, annichilendo, il reale apporto delle imprese che operano nel settore dei lavori pubblici, scelte, peraltro, già effettuate in altre procedure similari e, si ritiene, anche in  futuri affidamenti".

Le imprese vogliono così sensibilizzare il Governo Regionale e il Sistema delle Partecipate regionali affinché "ponderino attentamente le modalità di affidamento degli appalti nell’ottica di assicurare la par condicio agli operatori in possesso delle qualifiche necessarie all’accesso alle gare".

Infatti le imprese fanno riferimento "alla scelta fatta di accorpare in unica gara le prestazioni di 'forniture' e 'lavori', qualificando l’appalto 'misto' con prevalenza delle forniture".

Infatti la procedura "ha per risultato quello di restringere l’ambito competitivo delle imprese di costruzione a solo due player ossia a quelli associati ai fornitori duopolisti del mercato di riferimento". Non vale neppure il principio dell’attività prevalente in quanto ad esempio nell’appalto in oggetto, al contrario delle premesse addotte, i lavori incidono in misura superiore al 50% dell’importo di contratto, tenendo in considerazione le attività riconducibili alle prestazioni edili e valutando quelle che sono oggettivamente separabili rispetto alla fornitura dei generatori di neve.

Le imprese ritengono doveroso porre rimedio "a una tale distorsione della concorrenza, ciò a maggior ragione del caso di stazione appaltante emanazione di un Ente Pubblico come la Regione nonché in considerazione della situazione gravosa nella quale versa il settore, ancor più esacerbata dall’emergenza sanitaria in corso",

Per riammure due le richieste:

1. che la stazione appaltante in causa attui la revisione della procedura di gara in oggetto e proceda con due nuove procedure distinte (una per le opere edili e una per la fornitura e posa cannoni e impianti correlati), modalità operativa, questa, già attuata (con risvolti positivi, di natura economica e non solo) da alcune società di gestione di impianti in Valle d’Aosta ed in altre Regioni.

2. che per le future procedure le stazioni appaltanti riconducibili al comparto pubblico tengano in considerazioni i principi e gli elementi esposti.

Le imprese firmatarie sono: Consorzio Stabile Valle D'Aosta Società Consortile A R.L. (Alpi Scavi srl, Angelini Costruzioni srl, Besenval Costruzioni srl, Droz srl, I.R.&B. srl, SI AM di Carradore Mattia & C SAS), Anelli Luca srl, Borre srl, Cometto & Tercinod srl, Edil Euro 2000 srl, Ediluboz srl, Favre Marino, L.E.V.I.T. srl, Micron srl, Sapia Benedetto Costruzioni srl, Saudin srl, Tour Ronde srl, V.I.C.O. srl.

red. eco.

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