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Chez Nous | 27 marzo 2020, 08:00

La Valle è sull’orlo della tragedia umana ed economica

RESTIAMO A CASA – Tante famiglie si stanno già rivolgendo ai sindaci perché non hanno soldi per acquistare i generi di prima necessità

La Valle è sull’orlo della tragedia umana ed economica

“La pandemia del Coronavirus è una tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche. Molte persone, oggi, vivono nel timore per la propria vita o sono in lutto per i propri cari”. Inizia così un articolo di Mario Draghi pubblicato dall'ex presidente della Bce sul Financial Times che bene descrive una situazione che non pare essere ai primi posti delle priorità della Giunta regionale.

Infatti è facile ipotizzare che, per l’anno in corso, sarà ridotto il numerodelle giornate lavorative senza la possibilità per i lavoratori di godere di ammortizzatori sociali in deroga e il prolungamento del periodo di disoccupazione.

Sarà una catastrofe; per questo Draghi scrive: “I sussidi di occupazione e di disoccupazione e il rinvio delle scadenze per le imposte sono passi importanti che sono già stati introdotti da molti governi, ma proteggere l’occupazione e la capacità produttiva in un momento di drammatica perdita di guadagni richiede un sostegno immediato in termini di liquidità. È un passo essenziale per tutte le aziende, per poter coprire le spese di gestione durante la crisi, sia per le grandi sia, ancor di più, per le piccole e medie imprese, per i lavoratori e imprenditori autonomi”.

La crisi di domani la stanno già vivendo molte famiglie. E lo sanno bene i nostri sindaci che con i parroci – dove ci sono ancora – sono le antenne della comunità locali e delle preoccupazioni che deprimono tanti valdostani.

Senza nulla togliere all’emergenza sanitaria il tema che preoccupa il commercialista Paolo Laurencet che si è espresso con una lucida analisi nell’articolo 'crisi economica sottovalutata' pubblicato da nostro giornale (chi vuole leggerlo clicchi qui), sottolineando che “è la mancanza di liquidità che colpirà tutti noi imprenditori. Mi spiego: tutte le attività imprenditoriali, nessuna esclusa (artigiani, commercianti liberi professionisti con e senza cassa, imprese industriali, manifatturiere ecc), sono caratterizzate dalla presenza di costi fissi.

Per fare qualche esempio: i canoni di locazione degli immobili strumentali, i leasing, le utenze, i software in concessione, la maggior parte delle manutenzioni, gli interessi passivi sui finanziamenti, gli abbonamenti a banche dati ecc Anche il costo del personale rientra tra i costi fissi, e considerati i fondi insufficienti di cui sopra, costituisce parte rilevante del problema. Nei prossimi mesi di chiusura forzata e di mancati incassi tutti questi costi continueranno a gravare su tutti gli operatori economici, che però, non saranno nella possibilità di generare il fatturato utile per coprire tali costi”.

E se mancano i soldi per coprire i costi più ancora mancheranno per la famiglia. Forse i 35 di piazza Deffeyes non si sono resi conto che l’emergenza Coronavirus sta già avendo un impatto molto forte sulla vita dei bambini e degli adolescenti, con lo stravolgimento della loro vita quotidiana e, in molti casi, con la perdita dei loro affetti, ma avrà effetti drammatici anche nel lungo periodo.

“A rischio – sottolinea Save the Children, - sono soprattutto i minori più vulnerabili che vivono nei contesti più svantaggiati e di marginalità sociale, esposti alle conseguenze della crisi economica che colpisce le loro famiglie e all’aumento delle disuguaglianze educative dovute all’allontanamento dalla scuola”.

La crisi economica provocata dal Covid-19 porterà all’aumento della povertà; sono già 8mila le famiglie valdostane che hanno il sostegno della Caritas e delle varie associazioni di volontariato o del Banco Alimentare. Più di 1 famiglia su 4 si trova  in una condizione di insicurezza finanziaria e rischia di cadere in povertà se per tre mesi consecutivi dovesse rimanere senza una fonte di reddito.

I sindaci hanno già compreso le famiglie già e a rischio in questo momento si trovano in condizioni drammatiche. Alle porte dei sindaci già bussano famiglie con difficoltà economiche che impediscono loro di acquistare anche i beni di prima necessità, come quelli alimentati, e che chiedono sempre più aiuti per poter sfamare i propri figli e pagare le utenze, perché, avendo perso un lavoro occasionale e precario, non hanno risparmi da poter utilizzare.

I sindaci vogliono sostenere famiglie e imprese in questo momento di difficoltà economica, conseguente alla crisi epidemiologica. I sindaci vogliono riaccompagnare l’economia locale verso il ritorno alla normalità, spingendo al massimo sulle condizioni giuridiche e finanziarie che i comuni possono sostenere ma è necessario che la Regione faccia la sua parte con decisone determinazione ed urgenza sapendo che salvare le attività produttive è l’unica condizione per fare ripartire la Valle d’Aosta.

piero.minuzzo@gmail.com

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