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Consiglio Valle | 13 novembre 2016, 09:35

Donna dell'Anno 2016 è Nadia Murad

Il Premio è promosso dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta, in collaborazione con il Soroptimist internation al Club Valle d'Aosta, con una medaglia del Presidente della Repubblica, con il patrocinio della Camera dei deputati e del Ministero degli affari esteri e con il contributo della Fondazione CRT

Donna dell'Anno 2016 è Nadia Murad

La diciottesima edizione del Premio internazionale "La Donna dell'Anno" è stato assegnata a Nadia Murad Basee Taha, yazida fuggita dalle torture del Daesh e ora impegnata contro i genocidi. A lei sono andati i 25 mila euro che dovranno essere destinati alle attività che hanno determinato la candidatura.

La consegna è avvenuta, sabato 12 novembre 2016, al Teatro Splendor di Aosta, in una toccante cerimonia condotta dall'attrice Paola Corti, con la partecipazione straordinaria di Simona Atzori, ballerina di fama internazionale, pittrice e artista a 360 gradi.

Un’attenzione particolare è stata dedicata sia alla musica, grazie al soprano Sandra Balducci e al tenore Daniele Di Tommaso accompagnati al pianoforte da Viviana Zanardo, sia alla danza, con L'Ecole et Conservatoire de danse di Ellada Mex, la Kriska Accademy e l'Officina Danza ASD.

Alla serata erano presenti il Presidente del Consiglio regionale, Andrea Rosset, alla presenza dei componenti l'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea valdostana e dei componenti le due Giurie del Premio.

Con queste parole la Giuria del Premio, presieduta dal Presidente del Consiglio Valle Andrea Rosset e composta dalle Consigliere regionali Carmela Fontana e Patrizia Morelli, dalla Consigliera del Soroptimist international Club Valle d'Aosta Maria Paola Battistini Varda, dal Magnifico Rettore dell'Università della Valle d'Aosta Fabrizio Cassella, dal Presidente del Corecom valdostano Enrica Ferri e dalla Caporedattrice della TGR Valle d'Aosta Anna Nigra, ha sintetizzato la propria scelta: «Gli occhi di Nadia fissano l'interlocutore che ha davanti e, senza bisogno di parole, raccontano. Raccontano di dolori inauditi, di lutti, di ferite che non si possono rimarginare.

Raccontano di un popolo sterminato, di uomini uccisi e di donne che invocano la morte per essere finalmente alleviate da tutte le atrocità. Una volta scampata a queste torture, Nadia avrebbe potuto chiudere gli occhi ed evocare l'oblio. Invece i suoi occhi sono sempre restati ben aperti sul mondo, perché ciò che è successo non venga dimenticato e non si ripeta. E così ha deciso di far sentire la propria voce, di dare il proprio volto per questa missione di difesa e riscatto della sua comunità, in un'infaticabile attività di sensibilizzazione. Trasformando la paura in coraggio, la schiavitù in ribellione, la fuga in opportunità, Nadia Murad incarna il cambiamento e con la sua testimonianza di vita ci insegna la dignità di non chiudere gli occhi e di combattere per i propri valori».

Anche per questa diciottesima edizione si è voluto coinvolgere attivamente il pubblico: dal 17 ottobre a questa sera alle 18 è stato possibile votare via web la propria finalista preferita per l’attribuzione del “Premio popolarità”, del valore di 15 mila euro. A vincerlo, quest’anno, con il 67 % di preferenze espresse dalla “giuria popolare” è stata l'ivoriana Affoue Ahoutoue Brigitte Yoboue, emersa dalla povertà in cui il marito l’aveva abbandonata con i figli, creando impresa femminile, scuole e ospedali nei villaggi ai margini della savana.

La terza finalista, cui sono andati 5 mila euro, è stata la brasiliana Regina Tchelly De Araujo Freitas, scappata dalla fame e adesso in grado di dare da mangiare a tutta la favela con una cucina alternativa che ricicla i rifiuti alimentari.   Nel corso della serata, il Soroptimist international Club Valle d'Aosta ha consegnato un riconoscimento di 2.500 euro a Eliana Levy per i suoi progetti finalizzati all'alleviamento della malnutrizione e più in generale al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni del Benin. Il riconoscimento è stato consegnato dalla Presidente del Soroptimist valdostano, Wally Orsi, unitamente alla Consigliera Maria Paola Battistini Varda e alla segretaria e Presidente dell’Unicef Valle d’Aosta Ester Bianchi Trasino.

Questa la motivazione: «Eliana Levy e il Benin, terra di povertà e fame: un binomio inscindibile, ma anche un imperativo categorico, cambiare. Eliana opera in questa terra dove i bambini muoiono ancora per denutrizione e la popolazione ha condizioni di vita inumane. L’uso terapeutico della spirulina, alga ricca di micronutrienti particolarmente efficace nel trattamento delle patologie legate alla malnutrizione, diventa sotto la sua direzione lo strumento del cambiamento. L’alga viene distribuita gratuitamente in ospedale e venduta alla popolazione a prezzo calmierato. Eliana inoltre ha costruito un orfanatrofio, adottando lei stessa 120 bambini.

A lei e a tutta la sua équipe va il riconoscimento sentito ed affettuoso del Soroptimist Club Valle d’Aosta.»   Istituito nel 1998, il Premio ha diverse finalità: premiare la cultura d’impresa solidale tra le donne, promuovere l’istruzione femminile per l'accesso a posti di lavoro aziendali di alto profilo, riconoscere l’impegno delle donne nelle attività produttive, nel turismo, nella politica, nella comunicazione e nello spettacolo, sensibilizzare la comunità internazionale a intraprendere percorsi di democrazia e sviluppo, diffondere una cultura di pace e di solidarietà, fondata sulla salvaguardia dei diritti umani, con particolare attenzione ai paesi meno privilegiati.

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