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FEDE E RELIGIONI | 26 aprile 2016, 16:43

In Cattedrale il Giubileo del mondo del lavoro

Sabato 30 aprile alle ore 2,30 ritrovo sul sagrato della Cattedrale e passaggio della Porta Santa. Segue veglia di preghiera con il mondo del lavoro

In Cattedrale il Giubileo del mondo del lavoro

“Oggi più che mai” c’è “bisogno di educare al lavoro e la situazione è tale da richiedere una riscoperta delle relazioni fondamentali dell’uomo.

Il lavoro deve tornare a essere luogo umanizzante”. Lo afferma la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, nel Messaggio per la giornata del primo maggio 2016, dal titolo “Il lavoro: libertà e dignità dell’uomo in tempo di crisi economica e sociale”.

 

Sabato, coloro che sono impegnati nel sociale e i rappresentanti delle Unità pastorali, sono invitati a partecipare al Giubileo del mondo del lavoro e alla veglia di preghiera presieduta dal Vescovo. È previsto il passaggio attraverso la Porta Santa del Giubileo della misericordia e l’ingresso in Cattedrale per la preghiera.

 

Scrive don Gian Franco Sivera, Direttore Pastorale Sociale e del Lavoro  della Conferenza Episcopale, a tutti i fedeli e a tutti coloro che appartengono​al mondo del lavoro: “Carissimi,in questo anno santo della misericordia e in prossimità della festa del lavoro e di ogni lavoratore, la comunità diocesana è invitata a partecipare alla tradizionale Veglia di preghiera per il mondo del lavoro.

Sarà per tutti noi un’opportunità per celebrare il Giubileo dei lavoratori attraversando la Porta Santa, segno di Cristo Redentore che nel dono della Pasqua rivela a noi il volto misericordioso di Dio donando a ciascuno la forza di diventare misericordiosi come il Padre.

 

In quest’anno giubilare, partecipando a questo pellegrinaggio e alla successiva veglia di preghiera, manifesteremo la nostra vicinanza e solidarietà a tanti giovani disoccupati, alle persone in cassa integrazione o precarie, agli imprenditori, artigiani e commercianti, a tutti i lavoratori delle diverse categorie e settori, soprattutto a tutti coloro che, a causa degli effetti tragici della crisi economica, fanno fatica ad affrontare il presente, ancora sempre troppo incerto, e sono quindi impossibilitati a vedere un domani migliore.

 

Il passaggio attraverso la Porta Santa e l’ascolto della Parola del Signore Risorto saranno per tutti noi un monito e un appello ad attraversare ogni forma di barriera e di ostacolo verso il prossimo che fa più fatica, per costruire una società riconciliata e rappacificata, dove a tutti sia data l’opportunità di un lavoro dignitoso e di un futuro di speranza”.

p.m.

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