| giovedì 21 giugno 2018 23:54

| mercoledì 13 giugno 2018, 16:40

Inchiesta Longarini-Cuomo, salta udienza preliminare del 26 giugno a Milano

Pasquale Longarini

Se gli imputati avevano fretta di trovarsi davanti al giudice per chiarire la loro posizione, dovranno ancora attendere.

Per lo sciopero degli avvocati annunciato ieri dal Presidente nazionale dell'Unione delle Camere Penali, Beniamino Migliucci, salta e dovrà essere aggiornata ad altra data l'udienza preliminare fissata il prossimo 26 giugno davanti al gup di Milano Guido Salvini per l'ex procuratore facente funzioni di Aosta Pasquale Longarini, per l'imprenditore Gerardo Cuomo, titolare del Caseificio Valdostano, e per Sergio Barathier, titolare dell'albergo Royal e Golf di Courmayeur. Il pm Giuseppe Polizzi contesta loro il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità e, solo a Longarini, anche la rivelazione di segreto d'ufficio e il favoreggiamento.

Lo sciopero degli avvocati italiani è stato dichiarato al termine dell'assemblea della Camera Penale di Bari; tre giorni di astensione nazionale sono stati decretati per i giorni lunedì 25, martedì 26 e mercoledì 27 giugno.

Quanto all'udienza, in base alle indagini fino al 31 gennaio 2016 Longarini, "abusando delle sue qualità o dei poteri di pubblico ufficiale" in quanto stava trattando "un procedimento penale a carico di Barathier per gravi reati, in accordo con Cuomo, sollecitava" il primo "ad effettuare forniture di prodotti dal Caseificio valdostano" per l'hotel Royal. Cosa che andò a buon fine in quanto "in effetti Barathier procedeva, assumendo ordini del valore di circa 70-100 mila euro".

Riguardo alle accuse di rivelazione del segreto d'ufficio e favoreggiamento, Longarini, nell'aprile 2015, "in qualità di pubblico ministero di Aosta", avrebbe aiutato Cuomo "ad eludere le investigazioni condotte dalla Dda di Torino" in un "procedimento penale" in "materia di criminalità organizzata, rivelandogli" di essere "sottoposto ad intercettazioni telefoniche, informazione che il pm di Aosta aveva appreso dai carabinieri di Aosta per ragioni del proprio ufficio, in quanto titolare di procedimenti collegati". 

patrizio gabetti

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