| venerdì 19 ottobre 2018 16:07

| mercoledì 13 giugno 2018, 15:25

Nei 5 stelle cresce voglia di impeachment per il consigliere Mossa

Nei 5 stelle cresce voglia di impeachment per il consigliere Mossa

Se a dire che ‘stanno andando alla resa dei conti’ è Luca Ghiorzi, un fans dei 5 stelle, c’è da crederci e allora è anche probabilissimo, come sostengono più segnalazioni giunte in redazione, che nel mondo grillino ci sia chi contesta l’elezione di Luciano Alfredo Nicola Mossa; con 902 voti di preferenza il finanziere in aspettativa, è il primo degli eletti della lista del Movimento 5 stelle.

Le contestazioni per l’ipotesi di  impeachment sono di due ordini.

Il primo: l’audio di una chat pubblicato dal nostro giornale nella quale Mossa (nella foto) dice che ai valdostani l’onestà non interessa.

Riascolta l'audio

Un’affermazione che secondo il fans Ghiorzi ha fatto perdere un seggio ai gialli che alle regionali ne hanno presi 4; ben meno delle attese.

Il secondo: la candidatura alle regionali di Mossa che, secondo alcuni, non poteva essere candidato perché già in lista alle elezioni politiche.

Per sostenere le loro tesi, i contestatori mettono sul tavolo il “Il regolamento per la selezione dei candidati del movimento 5 stelle alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 nei collegi plurinominali e uninominali regolamento parlamentarie per i collegi plurinominali elezioni camera e senato 2018”, che all’art. 6 – Requisiti per l’autocandidatura, al punto I recita: non dovrà risultare candidato per altre consultazioni elettorali a qualsiasi livello che si terranno nell’anno 2018”. Prima delle Regionali del 20 maggio Mossa è stato candidato alle politiche  del 4 marzo scorso.

I grillini duri e puri replicano a muso duro dicendo che il regolamento riguarda le Parlamentarie, ovvero l’autocandidatura alle politiche.  Chi conosce bene il mondo grillino valdostano si inserisce nello scontro sostenendo che in Valle d’Aosta le Regionarie (la votazione sulle candidature per le regionali) non sono state fatte e l’autocanditatura di Mossa è salita dall’eporediese dove, sostengono, il neo Consigliere regionale “è ben introdotto nell’ambiente della piattaforma Rousseau”.

Di più, chi pensa all’impeachment per Mossa guarda anche al punto R del medesimo art. 6 che recita: “all’atto dell’autocandidatura ogni candidato si impegna, qualora la sua candidatura dovesse essere accettata e successivamente risultasse eletto alla Camera o al Senato, a onorare quanto previsto dall’articolo 5 del Codice Etico ed erogare un contributo mensile di euro 300 destinato al mantenimento delle piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei gruppi e dei singoli parlamentari”.

Insomma dopo i recenti scandali che coinvolgono i grillini a livello romano, anche in Valle d’Aosta sono tanti i perplessi sulla trasparenza nella gestione del Movimento che alla vigilia delle elezione ha perso i due consiglieri regionali uscenti, Roberto Cognetta e Stefano Ferrero che per primi hanno fatto entrare nel Consiglio Valle, nel 2015, la bandiera gialla a 5 stelle. Sull’onda lunga di quell’elezione sventola dal 2015 anche nell’aula del Consiglio comunale di Aosta con i consiglieri Luca Lotto e  Patrizia Pradelli.

red.pol.

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