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CRONACA | 25 marzo 2020, 09:40

La burocrazia che uccide chi vuole combattere il coronavirus. La denuncia di un imprenditore

RESTIAMO A CASA - Avrà capito il Presidente della Regione Renzo Testolin perché oltre ad un Commissario per l'emergenza sanitaria è necessaria un task force per far ripartire le aziende

La burocrazia che uccide chi vuole combattere il coronavirus. La denuncia di un imprenditore

"Oggi sono deluso, amareggiato e anche un po’ arrabbiato. Sono 36 ore che mi sono reso disponibile a creare dei camici da REGALARE all’Ospedale di Aosta, in quanto sono in carenza. Volevo fare un’opera di bene, ma per questioni burocratiche siamo fermi". Inizia così un post dell'imprenditore Fabio Porliod che potrebbe contribuire a limitare i danni dell'emergenza coronavirus. La testimonianza ci è stata segnalata da una lettrice.

Una denuncia forte quella di Porliod che mette in drammatica evidenza di quanto la burocrazia contribuisca a rendere ancor più drammatica l'esperienza che stiamo vivendo.

Scrive Porliod: "Tantissime persone mi hanno già donato del tessuto TNT idrore - pellente (come quello già usato in ospedale per i camici), tanti altri sono pronti ad acquistare il tessuto da darmi per creare questi camici! Credo di essere stato contattato da più di 100 persone e associazioni che volevano contribuire. Sono 3 giorni che passo ore ed ore al telefono per risolvere la questione. Ho parlato col Presidente della Regione, col questore, Protezione civile, ecc...

Ho fatto notar loro che in Toscana la regione ha emanato un decreto che in una situazione come quella in cui ci troviamo anche le aziende o gli artigiani possono creare camici seguendo alcune linee guida! Ho chiesto di poter fare lo stesso qui! Io capisco che i camici non siano certificati e sono il primo a dire che magari non andrebbero utilizzati nei reparti a rischio, ma il bisogno c’è in tutto l’ospedale.

Dall’ospedale i medici mi chiedono per favore di inviare i camici ma alcuni burocrati esterni stanno bloccando tutto questo. Ho creato un laboratorio con 15 postazioni ed al momento nessuno può lavorarci perché mancano le autorizzazioni.

Ho fatto una stima di poter DONARE circa 300 camici al giorno se ci permettessero di farlo. Ed ogni giorno che passa sono 300 camici persi. Dovrò cambiare il codice della mia attività per poter fare i camici! Ora spiegatemi se in un momento di crisi sanitaria, dove i dispositivi medici certificati non si trovano, una persona vuole fare volontariato, tutto questo viene ostacolato! Questi camici li voglio regalare all’ospedale. Cosa c’è di sbagliato? Speriamo di avere notizie positive domani! Io non mollo!!!!"

Avrà capito il Presidente della Regione Renzo Testolin perché oltre ad un Commissario per l'emergenza sanitaria è necessaria un task force per far ripartire le aziende.

red. cro.

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