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ECONOMIA | 22 marzo 2020, 19:15

A Saint Pierre si producono le mascherine anti contagio

RESTIAMO A CASA - IDEART di Stefano Fontanelle converte la propria produzione con il sostegno di Confindustria per le certificazioni e il reperimento del materiale

A Saint Pierre si producono le mascherine anti contagio

Ideart Sign Solutions da più di 15 anni attiva nel settore tessile e specializzata in indumenti e borse guidata da Stefano Fontanelle è corsa in soccorso per contribuire alla fornitura di mascherine contro il contagio coronavirus.

 “Devo ammettere – spiega Fontanelle - che nei primi giorni in cui mi sono trovato a dover equipaggiare l’azienda per far fronte ai DPCM emanati, avendo 5 validi collaboratori ho principalmente pensato alla loro sicurezza, ho ripensato ai turni e alle modalità di ‘non contatto’ che potessero permetterci di non bloccare completamente la produzione”.

Poi, riflettendo al momento storico che stiamo attraversando, ha pensato come occupare le risorse, le esperienze e le professionalità, i macchinari e la  conoscenza su lavorazioni di tessuti che potessero essere utile a chi sta in prima linea quotidianamente ed ha l’assoluta necessità di farlo in completa sicurezza.

Con la collaborazione di un fornitore/produttore Fontanelle ha messo a punto un modello di mascherina semplice ma efficiente, costituito di un materiale TNT idrorepellente ed una geometria che permette una produzione giornaliera molto elevata.

 “Unire le forze è quello che, da sempre, reputo fondamentale per raggiungere un risultato” spiega Fontanelle che ha acquistato il materiale già lavorato al 70% da sapienti mani ed ha iniziato a produrre le mascherine.

In questi giorni l’imprenditore ha ricevuto decine di telefonate da parte di collaboratrici con cui aveva già, o ha in corso, delle collaborazioni con l’obiettivo di manifestare la propria disponibilità di mettersi all’opera immediatamente. Stefano Fontanelle ora pensa anche ai camici ed è quindi necessario mettere in gioco più forze e conoscenze possibili”.

Fontanelle precisa ancora che “Se non ci fosse stato il supporto e la carica motivazionale da parte di Confindustria Valle d'Aosta che, ancor prima di noi forse, ha creduto nel progetto e ci supporta, anche in questo caso ahimè, nel complesso mondo burocratico”.

red. eco.

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