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Elezioni regionali | 27 febbraio 2020, 07:00

POLITICAMERCATO 2020: Le due bomba dell’Uv; Giulio Grosjacques e Delio Donzel

POLITICAMERCATO 2020: Le due bomba dell’Uv; Giulio Grosjacques e Delio Donzel

Finito il carnevale il mercatopolitica 2020 inizia a muoversi ed il primo colpo l’ha messo a segno l’Uv che per il prossimo campionato elettorale schiererà Giulio Grosjacques un uomo di peso che può catalizzare buona parte dell’imprenditoria valdostana. Ingaggiato il sindaco di Brusson i rossoneri unionisti guardano ora all’Assessore all’Ambiente, Delio Donzel, per guidare la squadra al Comune di Aosta. Donzel sarebbe una garanzia di continuità. L’Uv mantiene comunque una finestra aperta – con stella Alpina - su Gianni Nuti che se decide potrebbe scendere in campo con Titti Forcellati che lascerebbe così in panchina Antonella Marcoz.

Nel campionato Hotel de la Ville sarà schierata anche la formazione della Lega che ha ingaggiato la punta Roberto Cognetta rinunciando a Etienne Andrione che aveva già preso le misure per la fusciacca che potrebbe cercare di riciclare con Allieance Valdotaine. La Lega punta su Cognetta per risanare le casse del comune viste le competenze dell’ex grillino in materia fiscale e rapporti con l’Agenzia delle entrate.

Sono tanti comunque i giocatori in cerca di una casacca: Jean Barocco è in procinto di firmare con la Stella Alpina che ha chiuso l’intesa con Italia Viva. Gli arpitani stanno corteggiando Augusto Rollandin che ha il cantimetro dalla firma con Mauro Baccega. Dunque finito il carnevale è partita alla grande la campagna acquisti per l’imminente avvio dei due campionati: Regionali e Comnali. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, parlando politicamente, la Lega Valle d'Aosta avrebbe fatto meglio a rimanere Lega e basta, perché dal 10 febbraio scorso - giorno della costituzione ufficiale del nuovo soggetto politico nella sede del Carroccio a Milano - sembrano proprio essere diventati sempre più evidenti i malumori all'interno della compagine valdostana.

La Lega Valle d'Aosta, da strenua oppositrice dei movimenti tradizionalmente autonomisti, negli ultimi tempi sembra essersi in qualche modo ricreduta, avendo iniziato addirittura a scimmiottare proprio chi a parole dice di volere contrastare. E la mossa - astuta - avanzata la scorsa settimana da Forza Italia, Fratelli d'Italia e PnV-Area Civica-Front Valdôtain l'ha di fatto smascherata, considerato che la proposta di coalizione - attuale legge elettorale regionale alla mano - avrebbe risposto prima di tutto a una logica di buonsenso politico.

Una situazione, quella interna alla Lega Valle d'Aosta, tutt'altro che calma e serena, se è vero che nel suo gruppo consiliare sono ormai emerse tutte le differenze esistenti tra l'ala più dura e pura, costituita da Nicoletta Spelgatti e da Andrea Manfrin, e l'ala che della Lega sfrutta quasi esclusivamente il brand nazionale per poter tornare in Consiglio regionale, costituita in primis da Stefano Aggravi e da Roberto Luboz, che non hanno mai fatto mistero delle loro simpatie al limite dell'indipendentismo.

D'altra parte, a pochi sono sfuggiti - domenica, in occasione della Fête de la Vallée d'Aoste - gli applausi convinti in platea di Aggravi e Luboz al passaggio pronunciato dal presidente del Celva, Franco Manes, che ha puntato il dito contro il populismo di coloro che "anziché difendere la nostra specificità statutaria, ritengono più utile screditarla di continuo insieme alla nostra Autonomia e alla nostra storia".

Che nella Lega Valle d'Aosta siano iniziati a volare gli stracci, così come avviene e come avvenuto in quei tanto criticati movimenti autonomisti, lo conferma anche la fuoriuscita di oggi dal Carroccio valdostano di Etienne Andrione, ex Union Valdôtaine, ex Union Valdôtaine Progressiste e ora anche ex Lega, che ha sostanzialmente sottolineato come la Lega Valle d'Aosta si stia snaturando rispetto al progetto politico originario. Ad Andrione, in corsa per la candidatura a sindaco del Comune di Aosta, non sarebbe proprio andata giù la possibile candidatura di Cognetta tanto che ha preso la porta e se ne è andato  facendo storcere il naso anche all'ala più dura e pura della Lega, rappresentata da Andrea Manfrin.

Roberto Cognetta, ex Movimento 5 Stelle, ex Mouv' e forse anche ex Vdalibra, resosi conto, dopo avere a più riprese chiesto le elezioni, di non riuscire a raggiungere il quorum alle prossime elezioni regionali con il suo neonato movimento VdALibra, ha deciso di 'mettersi a disposizione' della Lega Valle d'Aosta per il Comune Capoluogo. Dietro le quinte si scorge il gran lavoro di Leonardo La Torre, il gran cerimoniere capace, in passato, di creare e disfare governi, maggioranze e opposizioni.

pi.mi.

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