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FEDE E RELIGIONI | 22 febbraio 2020, 09:00

PAPA: Se manca il diritto nascono guerre e dittature

PAPA: Se manca il diritto nascono guerre e dittature

Nell’odierno «contesto di guerra mondiale a pezzetti, vediamo come sempre c’è la mancanza del diritto, sempre». Perché «le dittature nascono e crescono senza diritto». Con queste poche parole aggiunte a braccio al testo preparato, Papa Francesco ha voluto rimarcare con forza che «nella Chiesa non può succedere» di «risolvere i problemi senza il diritto».

Il Pontefice lo ha sottolineato rivolgendosi ai partecipanti alla sessione plenaria del Pontificio consiglio per i Testi legislativi, ricevuti in udienza nel Palazzo apostolico vaticano venerdì 21 febbraio.Incoraggiandone l’attività di «ausilio alla funzione legislativa del Sommo Pontefice, nella corretta interpretazione delle leggi da lui emanate, nell’aiuto agli altri Dicasteri» e «nella vigilanza sulla legittimità dei testi normativi emanati da legislatori al di sotto della suprema autorità», Francesco ha ricordato come il Pontificio consiglio si impegni anche «a offrire il suo aiuto ai Pastori delle Chiese particolari e alle Conferenze Episcopali».

E in proposito ha evidenziato che «la preminenza è della Parola di Dio e dei Sacramenti», rispetto alla norma giuridica che «ha un ruolo necessario, ma subordinato». Perciò ha esortato il dicastero «a far... comprendere la pastoralità del diritto canonico, la sua strumentalità in ordine alla salus animarum, la sua necessità per ossequio alla virtù della giustizia, che sempre deve essere affermata e garantita». Fermo restando però, ha subito chiarito, che «far conoscere e applicare le leggi della Chiesa non è un intralcio alla presunta “efficacia” pastorale di chi vuol risolvere i problemi senza il diritto, bensì garanzia della ricerca di soluzioni non arbitrarie, ma veramente giuste e, perciò, veramente pastorali».

Del resto, ha aggiunto, «evitando soluzioni arbitrarie, il diritto diventa valido baluardo a difesa degli ultimi e dei poveri, scudo protettore di chi rischia di cadere vittima dei potenti». Dedicati alla revisione del Libro VI del Codice di Diritto Canonico, De sanctionibus in Ecclesia, i lavori della plenaria hanno riaffermato che «la legge penale è uno strumento pastorale e come tale deve essere considerata e accolta», ha detto Francesco per ricordare come la sanzione penale sia «sempre il rimedio estremo a cui far ricorso, quando tutte le altre possibili strade per ottenere l’adempimento normativo si sono rivelate inefficaci».

Perché, ha concluso, «al contrario di quella prevista dal legislatore statuale, la pena canonica ha sempre un significato pastorale e persegue non solo una funzione di rispetto dell’ordinamento, ma anche la riparazione e soprattutto il bene dello stesso colpevole»

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