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Chez Nous | 22 febbraio 2020, 12:32

Autocritica

Autocritica

Con una buona dose di coraggio, non comune in Valle d’Aosta dove il 98% dei residenti è più attento a non indispettire la politica piuttosto che sottolineare la realtà dei fatti, Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio, ha promosso una ricerca su cosa pensano i commercianti degli amministratori di Aosta e dei legislatori regionali. I dati sono stati ampiamente riportatati dai giornali.

Per riassumere una parte dell’interessante ricerca realizzata da Format Research specializzata nelle analisi sul terziario, basta dire che “il sentiment negativo degli esercenti di Aosta si riflette sull’immagine della città: tre esercenti su cinque considerano Aosta scarsamente attrattiva dal punto di vista commerciale”.

Se lo dicono i commercianti c’è da crederci perché loro hanno il polso della situazione. Se quella ricerca fosse però estesa agli aostani tutti allora il livello di disappunto salirebbe.

Il dato della ricerca è interessante anche perché è stato diffuso alla  vigilia di una lunga tornata elettorale che inizia con le Regionali di aprile e si conclude con le Comunali di maggio. Più in generale la Confcommercio di Graziano Dominidiato ha dato ai decisori politici e amministrativi uno strumento che può essere utile alla redazione di programmi elettorali, tenendo presente che i commercianti hanno pure detto che la politica non ha mantenuto fede agli impegni assunti nelle precedenti campagne elettorali e per questo cambieranno partito.

La ricerca di Format Research ha maggior valenza se la si interpreta come una chiave di lettura diversa da quella dei dati e percentuali nudi e crudi. Ovvero, la si può leggere anche come un’autocritica di un sistema ancorato a ‘mamma Regione’ o a ‘papà Comune’ che non hanno più i mezzi né, alla prova dei fatti, le capacità e professionalità per guidare la ripresa e lo sviluppo.

Se davanti a casa mia c’è un pezzo di carta per terra non posso imprecare perché l’amministratore del condominio non interviene. Provvedo a rimuovere il pezzo di carta e poi informo chi di competenza della necessità di prendere provvedimenti per evitare che la carta venga buttata davanti a casa mia.

E così deve essere per la cosa pubblica; da cittadino devo contribuire e prende l’iniziativa per rendere belle e accoglienti le vie della città; da operatore commerciale devo contribuire a promuovere il mio esercizio la mia via; da esercente e ristoratore devo fare in modo che la mia professionalità sia all’altezza delle aspettative del turista.

Fatto tutto questo mi rivolgo a chi di competenza per dare suggerimenti e proporre soluzione ai problemi che limitano l’ attrattività della nostra città.

Ad Aosta si creano comitati quando c’è da protestare contro questo o quel cantiere aperto per interventi tesi a migliorare i servizi alla comunità tutta.Ma per migliorare l'esistenze tutto tace.

Fatti salvo Viale Conte Crotti e Via Martinet-piazza Roncas, dove sono attivi Comitati impegnati a rendere attrattiva turisticamente, commercialmente e socialmente le rispettive zone, c’è il buio più completo. Prevale l’individualismo che, però, rimane fine a se stesso. Non un cittadino impegnato nel rendere più bella, più pulita, più accogliente la città.

Certo; chi ha amministrato Aosta in questi cinque anni poco o nulla ha fatto se non mettere in bella mostra un menefreghismo assoluto. Il degrado generalizzato è sotto gli occhi di tutti; il poco che funziona riguarda la raccolta rifiuti, i servizi agli anziani e ai bambini.  Per il resto è desolazione e rassegnazione.

E i cittadini? I cittadini non ci sono. E’ pur vero che il pesce puzza dalla testa; ma se nessuno stacca la testa imputridisce anche il corpo.

La ricerca di Format Research ha dato, senza dirlo esplicitamente, un’indicazione chiara: serve coesione e partecipazione per fare sistema e coinvolgere tutte le forze della città:  economiche, sociali e culturali per compiere un salto di salto di qualità a beneficio di tutti.

Confcommercio ha dimostrato di volersi impegnare in questa direzione; da anni la Camera di Commercio con Nicola Rosset richiama l’attenzione sulla necessità di innovare e fare rete. Anche la politica faccia altrettanto, sostenga e supporti i cittadini e gli operatori commerciali.

Solo così si evita che l’opinione di tre esercenti su cinque che considerano Aosta scarsamente attrattiva dal punto di vista commerciale suoni come un’autocritica.

piero.minuzzo@gmail.com

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