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FEDE E RELIGIONI | 20 febbraio 2020, 09:00

PAPA: La mitezza raduna l’ira separa

PAPA: La mitezza raduna l’ira separa

«Misericordiose, fraterne, fiduciose e con speranza»: con quattro pennellate Papa Francesco traccia l’identikit delle «persone miti» commentando all’udienza generale la terza Beatitudine. Nella mattina di mercoledì 19 febbraio, nell’Aula Paolo VI, il Pontefice ha preso spunto dal brano biblico letto poco prima della catechesi — tratto dal salmo 37 (3,8-11) — per tessere un elogio della mansuetudine, rimarcando come essa sia stata vissuta in prima persona da Cristo: «La mitezza di Gesù — ha detto in proposito — si vede fortemente nella sua Passione».Successivamente Francesco ha spiegato che i miti non «“conquisteranno la terra”», al contrario «la “ereditano”».

E «nelle Scritture — ha aggiunto — il verbo “ereditare” ha un senso ancor più grande». Infatti ha a che fare con «una promessa e un dono per il popolo di Dio»; e non si tratta di «un semplice territorio. C’è una “terra” che è il Cielo», ovvero «la terra verso cui noi camminiamo». Ecco allora, ha chiarito Francesco, che «il mite è colui che “eredita” il più sublime dei territori. Non è un codardo, un “fiacco” che si trova una morale di ripiego per restare fuori dai problemi. Tutt’altro! È una persona che ha ricevuto un’eredità e non la vuole disperdere».

Insomma, «il mite non è un accomodante ma è il discepolo di Cristo che ha imparato a difendere ben altra terra. Lui difende la sua pace, difende il suo rapporto con Dio, e difende i suoi doni, i doni di Dio, custodendo la misericordia, la fraternità, la fiducia, la speranza». Infine il Pontefice ha fatto riferimento al contrario della mitezza, riferendosi al «peccato dell’ira, un moto violento di cui tutti conosciamo l’impulso. Chi non si è arrabbiato qualche volta?» si è chiesto Francesco. «Tutti», è stata la sua risposta. Perciò, ha esortato, «dobbiamo rovesciare la beatitudine e farci una domanda: quante cose abbiamo distrutto con l’ira? Quante cose abbiamo perso?».

Del resto, ha spiegato il Papa, «un momento di collera può distruggere tante cose; si perde il controllo e non si valuta ciò che veramente è importante, e si può rovinare il rapporto con un fratello, talvolta senza rimedio». Al punto che «per l’ira, tanti fratelli non si parlano più, si allontanano l’uno dall’altro». Dunque, ha concluso, «la mitezza raduna, l’ira separa».

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