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Speciale Saison Culturelle | 14 febbraio 2020, 20:00

Con Letters to Bach Noa torna dopo vent’anni alla Saison

Il concerto, un omaggio al compositore tedesco, nuovo progetto dell’artista israeliana, è in programma domenica 16 febbraio alle 21 al Teatro Splendor di Aosta

Achinoam Nini in arte Noa

Achinoam Nini in arte Noa

Si torna a suonare Bach alla Saison culturelle. Dopo il concerto di Danilo Rea e Ramin Bahrami, Noa porta ad Aosta il nuovo progetto discografico, Letters to Bach. Un disco prodotto dal leggendario Quincy Jones, in cui Noa riprende dodici brani musicali del compositore tedesco Johann Sebastian Bach e li arricchisce con le sue parole, grazie ai testi in inglese ed ebraico, ispirati a temi che spaziano dalla sfera personale a una più universale.

Il concerto è in programma domenica 16 febbraio, alle 21, al Teatro Splendor di Aosta. Noa, che dopo vent’anni ritorna ospite della Saison, è una delle voci internazionali più emozionanti, un’artista unica capace di cambiare ed evolversi in ogni progetto, mantenendo sempre il suo tratto distintivo elegante e raffinato, Gli arrangiamenti per chitarra delle musiche bachiane sono stati realizzati da Gil Dor suo storico collaboratore.

Una musica che va oltre i confini di genere musicale e della lingua, una musica capace di parlare al cuore delle persone e di emozionarle, creando un punto di contatto tra di loro. Un omaggio al compositore tedesco unito alla capacità di sperimentare di un’artista che in 28 anni di attività ha saputo attraversare stili e argomenti, sempre in perfetta armonia tra di loro.

Cresciuta tra Yemen, Israele e Stati Uniti, Achinoam Nini in arte Noa è una cantautrice, poeta, compositrice, percussionista, relatrice, attivista e madre di tre bambini. Noa ha pubblicato 15 album e si è esibita nei luoghi più importanti e prestigiosi del mondo come la Carnegie Hall e la Casa Bianca e ha cantato per tre Papi. Oltre che per la sua prolifica attività musicale, in Israele è nota anche per essere la più importante sostenitrice culturale del dialogo e della convivenza nel paese con la sua “voce della pace”.

red. spe./ab

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