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CULTURA | 11 febbraio 2020, 12:00

Capolavori della Johannesburg Art Gallery da venerdì al Forte di Bard

Lucien Pissarro, Mattino soleggiato, 1910 © Johannesburg Art Gallery

Lucien Pissarro, Mattino soleggiato, 1910 © Johannesburg Art Gallery

Inizia con un’opera di Antonio Mancini, un ritratto a Lady Florence Phillips, fondatrice della Johannesburg Art Gallery la mostra al Forte di Bard ‘Capolavori della Johannesburg Art Gallery. Dagli Impressionisti a Picasso’ e prosegue con le opere dell’Ottocento inglese tra cui i lavori del grande protagonista del romanticismo britannico Joseph Mallord William Turner, dei Preraffaelliti Dante Gabriel Rossetti e John Everett Millais e di Sir Lawrence Alma-Tadema.  

In esposizione, dal 14 febbraio al 2 giugno, una selezione di 64 opere dallo straordinario valore artistico, provenienti dalla Johannesburg Art Gallery, il principale museo d’arte del continente africano. Una serie inaspettata di capolavori che permettono di percorrere un vero e proprio viaggio nella storia dell’arte del XIX e XX secolo, spaziando dall’Europa agli Stati Uniti, fino al Sudafrica. Un nucleo di opere francesi della seconda metà dell’Ottocento sono le protagoniste della sala successiva: opere di François Millet e Henri-Joseph Harpignie.  

Il percorso continua con la straordinaria novità del linguaggio impressionista delle opere di Monet, Sisley, Degas e Guillaumin e con alcuni protagonisti della scena postimpressionista. Notevole spazio ha in mostra il pointillisme, lo stile nato dalla radicalizzazione delle teorie impressioniste. Segnano, invece, il passaggio al XX secolo i disegni di due grandi scultori: Auguste Rodin e Aristide Maillol. Il percorso nelle avanguardie prosegue con la ricerca sensuale e luminosa di Henri Matisse, presente in mostra con tre notevoli litografie.

La collezione storica dedicata al secondo Novecento ne ospita quattro significativi esempi: un tormentato ritratto maschile di Francis Bacon, un intenso carboncino di Henry Moore, e due capolavori pop di Roy Lichtenstein e Andy Warhol. L’ultima sezione della mostra è dedicata all’arte africana contemporanea che ricopre un ruolo importante nel percorso espositivo: una vera scoperta, un’occasione per incontrare una realtà pittorica ben poco nota al pubblico europeo.  

red. spe./ab

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