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ECONOMIA | 08 febbraio 2020, 11:24

Le ragioni di Bcc Valdostana per il mancato accordo sindacale

Si è tenuto a Roma, venerdì 7 febbraio 2020, presso gli uffici di Federcasse (Federazione Nazionale delle BCC) l’ultimo incontro relativo alla trattativa tra BCCV, Cassa Centrale Banca quale Capogruppo, e le delegazioni sindacali nazionali dei rappresentanti dei lavoratori

Le ragioni di Bcc Valdostana per il mancato accordo sindacale

Dopo oltre 6 mesi di trattativa, prima in sede locale e poi dal mese di gennaio 2020 in sede nazionale, non si è giunti ad un accordo che consenta il risparmio dei costi amministrativi necessario e previsto dal Piano di rilancio della BCCV, improntato a garantire l’attuale presenza e presidio della Banca sul territorio.

Sul tavolo della trattativa era stata richiesta una compartecipazione dei lavoratori per il raggiungimento dei risparmi necessari, e lo scoglio riguardava principalmente la richiesta di 21 giornate di solidarietà per il personale, corrispondenti ad un part-time per tutti pari ad una riduzione di circa l’8% delle ore lavorative. Altre forme di risparmio, quali il ricorso al fondo di sostegno al reddito e giornate di formazione, erano state sostanzialmente accettate.

La Governance BCCV è quindi rammaricata nel constatare che a fronte dell’impegno e del senso di responsabilità determinanti per raggiungere l’accordo, le rappresentanze dei lavoratori non abbiano compreso la portata che l’accettazione della proposta avrebbe determinato. La BCCV continuerà nel percorso di ricerca delle ulteriori iniziative necessarie, anche con la collaborazione della Capogruppo CCB, iniziative volte alla prosecuzione del percorso autonomo della BCCV nella nostra regione.

BCC Valdostana

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