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CRONACA | 06 febbraio 2020, 11:30

A Legambiente non piace la soluzione discariche Pompiod e Chalamy

A Legambiente non piace la soluzione discariche Pompiod e Chalamy

"La discussione sul collegato alla legge di stabilità, approvata lo scorso 3 febbraio dal Consiglio  regionale, ha visto una importante novità: l’ambiente e la salute dei cittadini hanno imposto l’agenda dei lavori attraverso il dibattito sulle discariche di Pompiod ad Aymavilles, oggi sotto sequestro per  sospetto inquinamento ambientale) e di Chalamy ad Issogne (autorizzata ma non ancora in  esercizio" Legambinte commenta così le nuove deliberazioni del Consiglio Valle sulla pressione dei Comitati.

"Era infatti impossibile ignorare la pressione di Comitati, cittadini e associazioni, che si  aspettavano una soluzione, o almeno che si riuscisse a mettere una toppa rispetto a scelte di errato  governo del territorio", si legge in una nota di lega ambiente che precisa: "Il testo approvato costituisce, a nostro avviso, appunto una toppa, ma presenta anche aspetti  positivi che cercano di venire incontro alle giuste richieste dei cittadini. Tuttavia non è esente da  rischi di ricorsi e impugnazioni: parliamo infatti, è bene ricordarlo, di due impianti già autorizzati,  e dei quali è già stato individuato il gestore".

Per Chalamy, non ancora attiva, Legambiente valuta positivamente la chiusura ad ogni possibile futuro conferimento di rifiuti di provenienza extraregionale, anche in considerazione della  dubbia legittimità della proroga dell'autorizzazione.

"Per Pompiod, ammesso e non concesso che l'azione giudiziaria ne permetta la riapertura - precisa Legambiente - la  limitazione al 20% della quota di rifiuti extraregionali, anche se migliorativa rispetto alla totale  assenza di limiti, non mette di certo la parola “fine” né alla vicenda né alle preoccupazioni dei  cittadini, ma rappresenta comunque un primo passo per risolvere la situazione delle discariche per  rifiuti speciali in VDA".

Un altro passo significativo è l'approvazione dell'aumento delle tariffe di conferimento dei rifiuti  in discarica (ecotassa) che ridimensiona l'estrema convenienza al conferimento da fuori Valle. 

"Ci auguriamo - sottolina Legambiente - che si prosegua su questa strada, anche per scoraggiare lo smaltimento puro e  semplice, innescando finalmente meccanismi di economia circolare. Ricordiamo che la nostra  regione è agli ultimi posti in Italia per percentuale di recupero e riciclo dei materiali inerti e speciali,  e che solo da noi si aprono nuovi impianti, mentre sono in calo a livello nazionale".

Infine Legambiente sostiene che "L’equazione 'ex-cava uguale futura discarica', non va: Comuni e Regione devono ricordare  che è loro compito pianificare e gestire l'uso del territorio, nell'interesse della collettività".

Legambiente annuncia, infine, che in collaborazione con i Comitati dei cittadini, continuerà a monitorare ogni aspetto  della gestione dei rifiuti in Valle d'Aosta e a denunciarne le incongruenze. 

red. cro.

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