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Info consumatori | 28 gennaio 2020, 11:33

La vicenda della fatturazione a 28 giorni si trascina da quasi tre anni

Nel frattempo l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha stabilito l’erogazione automatica (delibera 269/1/18/cons) dei rimborsi in fattura e tale automatismo è stato confermato dalla sentenza definitiva del Consiglio di Stato del 12 luglio scorso

La vicenda della fatturazione a 28 giorni si trascina da quasi tre anni

Il pronunciamento riguarda solo Fastweb, Vodafone e WindTre, poiché TIM ha presentato ricorso nei confronti della decisione AGCOM con tempistiche differenti e il Consiglio di Stato non si è ancora espresso al riguardo: non c’è tuttavia ragione di ritenere che i giudici possano esprimere una posizione diversa da quella espressa per gli altri gestori.

Le aziende non stanno rispettando il criterio automatico e anzi continuano a subordinare l’erogazione dei rimborsi alla presentazione di una richiesta ad hoc da parte dell’utente. Su questo punto è importante ribadire che la posizione di Federconsumatori è fermissima: le richieste non devono essere presentate, anche perché ciò significa adeguarsi ad una procedura non corretta, che consentirebbe ulteriori introiti economici alle aziende e in merito alla quale è peraltro in corso un processo sanzionatorio proprio da parte di AGCOM.

A fronte di tali comportamenti è stata inviata formale diffida a Fastweb, TIM, Vodafone e WindTre finalizzata a  interrompere qualsiasi condotta volta ad ostacolare l’automatismo dei rimborsi e a riconoscere ai clienti coinvolti quanto dovuto, procedendo alla restituzione dei giorni erosi direttamente in bolletta. Considerando il mancato/insufficiente riscontro da parte delle aziende, stiamo procedendo con un’azione inibitoria nei confronti dei quattro gestori.

Ricordiamo che le utenze che hanno diritto al rimborso sono quelle di telefonia fissa o fisso-mobile (le cosiddette utenze convergenti) e che il periodo soggetto a rimborso va dal 23 giugno 2017 fino al ripristino della fatturazione mensile, che deve essere avvenuta non oltre il 5 aprile 2018. Gli utenti che nel frattempo abbiano modificato il proprio gestore, infine, costituiscono un gruppo a sé stante. A tale proposito si attende ancora il pronunciamento di AGCOM tuttavia in questi casi la restituzione dei giorni è sicuramente subordinata alla presentazione di una richiesta ad hoc, poiché com’è ovvio il nuovo gestore non potrà rimborsare ciò che è stato illegittimamente fatto pagare dal primo gestore.

La richiesta da parte delle aziende  di avere da parte degli interessati la formale richiesta per ottenere il rimborso , oltre che non seguire le delibere dell’Autorità è un evidente atto finalizzato a fare ulteriore cassa da parte delle aziende interessate , in quanto moltissime persone se fosse questa la procedura adottata non farebbero domanda  per svariati motivi – ( non conoscenza della procedura- disattenzione -  poco tempo ecc. ecc. )Pensiamo solo alla procedura  di  annullamento del noleggio telefono che dopo tre anni non dovrebbe più essere applicata e che vede moltissimi utenti continuare a regalare  tre euro e rotti  a Tim perché  deve essere  l’utente  a telefonare per annullare il pagamento! regalando cosi  soldi alla compagnia telefonica – Lo stesso accadrebbe  se passasse la procedura di richiesta  avanzata dalle compagnie Telefoniche, si regalerebbero soldi  a chi si era inventato una 13° mensilità sulla fatturazione telefonica.

bruno albertinelli

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