ATTUALITÀ POLITICA - 24 gennaio 2020, 15:15

COMUNICAZIONE POLITICA AUTOGESTICA: Rete Civica non voterà Defr

COMUNICAZIONE POLITICA AUTOGESTICA: Rete Civica non voterà Defr

Per comprendere la storia bisogna risalire a settembre 2019. Il 21 settembre dopo aver conosciuto i contenuti del Documento di economia e finanza regionale varato dalla Giunta, con un apposito Comunicato stampa Rete Civica fece le sue considerazioni ed evidenziò in particolare due schede che dovevano assolutamente essere corrette.

“C'è una scheda - diceva il Comunicato stampa- sul potenziamento della rete infrastrutturale per le ricariche di auto elettriche. E' un aspetto fondamentale per sviluppare una mobilità non inquinante. In Germania il recente Piano per l'ambiente varato dal Governo prevede di realizzare (per una popolazione di 80 milioni di abitanti) un milione di stazioni di ricarica elettrica, in Valle d'Aosta occorrerà realizzarne molte migliaia, ma la scheda del Defr si limita ad indicare le tre stazioni di ricarica veloce già previste dagli accordi con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L'inadeguatezza è palese. Incomprensibilmente contradditoria è la scheda riguardante il collegamento con impianti a fune del comprensorio di Cervinia con quello del Monterosa. Da una parte la scheda afferma che occorre compiere studi propedeutici per valutarne la realizzabilità in termini di sostenibilità finanziaria, ambientale e urbanistica. Dall'altra la scheda afferma la necessità di partire subito con la progettazione degli impianti.  E' una impostazione che Rete Civica non può condividere”.  

A quei due punti critici del Defr evidenziati fin da settembre se ne è poi aggiunto un altro sulla scheda relativa agli indirizzi della Regione per CVA. Tale scheda era stata redatta nel momento in cui c'era già una bozza di Norma di attuazione per le grandi concessioni idroelettriche all'esame della Commissione Paritetica e si prevedeva che l'approvazione sarebbe intervenuta entro  febbraio 2020. Cosa che si è rivelata impossibile a causa della crisi di Governo di Agosto che ha azzerato la componente statale della Commissione paritetica e che impone uno spostamento adeguato della tempistica sulla approvazione della norma.

In coerenza con quanto affermato quattro mesi fa, quando infine la discussione al Defr è arrivata in Commissione Rete Civica ha presentato tre importanti emendamenti che però non sono stati approvati e che ora saranno riproposti in aula. Essi riguardano: la tempistica relativa a scelte concernenti Cva; l'implementazione delle colonnine di ricarica per auto elettriche e il collegamento con impianti a fune fra Cervinia e il comprensorio Monterosa.

La proposta di correzione sulla scheda relativa alle colonnine di ricarica, come già accennato, è una necessaria integrazione della scheda del Defr, in linea con quanto è contenuto nella prima parte della legge sulla mobilità sostenibile approvata ad ottobre 2019. Non ci si può limitare a prevedere una implementazione di tre colonnine nel triennio quando, per favorire la mobilità elettrica, bisogna realizzarne molte centinaia. L'emendamento per spostare da febbraio 2020 a luglio 2020 il termine per raggiungere l'obiettivo della Norma di attuazione sull'idroelettrico, intesa come miglior strumento per affrontare la tematica CVA, è indispensabile.

Corrisponde al vuoto operativo di 5 mesi determinato dalla crisi del Governo italiano e del conseguente stallo dei lavori della Commissione paritetica. Voler mantenere la data di febbraio 2020 significa che si intendono riprendere i disegni di privatizzazione che erano stati accantonati.  Quanto al Collegamento Cervinia-Monterosa la posizione di Rete civica è notoriamente contraria. Non per questo ci sottraiamo al confronto. Abbiamo quindi chiesto di modificare la scheda del Defr che pone l'obiettivo della realizzazione del collegamento e prevede l'avvio della progettazione. E' assai grave che tale scelta avvenga senza un riesame e un confronto approfondito sulla sostenibilità ambientale, economica e urbanistica del progetto.

Ci sono nuovi studi e questi vanno messi a disposizione del Consiglio e di tutti i portatori di interesse per un confronto reale, cosa che finora non è avvenuta. L'emendamento presentato è di mediazione fra posizioni assai distanti e lascia le parti libere di sostenere le proprie proposte e visioni di fronte ai valdostani.   E' importante conoscere questi aspetti per comprendere il senso dei nostri emendamenti e l'oggetto della discussione che è rilevante in tutti e tre i casi, e che abbiamo sollevato ormai quattro mesi fa, senza avere risposte dalla Giunta. In commissione le nostre proposte sono state bocciate.

Stante così le cose Rete civica non potrà approvare il Defr.

Info Rete civica

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