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Consiglio Valle | 24 gennaio 2020, 14:23

Lavevaz (Uv) dice la sua sul contenzioso economico Mouvement-Rini

Apprendiamo dalla stampa della buona volontà della sig.ra Rini di saldare quanto dovuto, quindi speriamo che anche rispetto agli impegni assunti per la presente legislatura l’interessata verserà gli importi che si è impegnata a riconoscere al Movimento all’atto della sua candidatura, senza costringere l’Union Valdôtaine ad ulteriori azioni legali

Erik Lavevaz

Erik Lavevaz

Alcune precisazioni si rendono necessarie a seguito delle dichiarazioni di Emily Rini, relativamente alla procedura avviata dall’Union Valdôtaine per il recupero di crediti maturati nella legislatura precedente.

Va innanzi tutto premesso che non era intenzione del Comité Fédéral aumentare le tensioni in questo momento delicato della politica valdostana. Il procedimento, avviato nell’autunno scorso, ha avuto naturali sviluppi in questi giorni, senza che la cosa fosse controllata dal Movimento.

Si vuole anche sottolineare che non era in nessun modo intenzione del Movimento alzare i toni con la sig. Emily Rini, tuttavia non intendiamo ricevere lezioni di etica politica, da chi non è un esempio di coerenza, e soprattutto da chi, parlando di operazione squallida, dovrebbe ricordarsi che, dopo aver usato il nostro Movimento per essere eletta per la terza volta, ha pensato bene di abbandonare l’Union Valdôtaine, prima ancora della convalida della sua elezione.

Peraltro Movimento il nostro che, notoriamente, prevedeva già nel suo statuto il limite dei 3 mandati. Il procedimento di cui si è parlato, che il Movimento ha deciso di intraprendere ad ottobre/novembre, è relativo a crediti che il movimento ha maturato nella scorsa legislatura, per i quali Rini si era impegnata a regolarizzare la sua posizione prima della sua candidatura alle elezioni regionali 2018.

Quindi appare quanto meno inopportuno e fuori luogo parlare di ritorsione o mettere in mezzo alla discussione aspetti politici che nulla hanno a che vedere con la questione. Si tratta piuttosto di un atto dovuto che sarebbe andato avanti ovviamente a prescindere dalle scelte personali fatte.

L’accordo sottoscritto nel maggio 2018 è un’eccezione che è stata concessa solo a Rini (altri candidati avevano una parte dell’indennità bloccata ma avevano onorato gli impegni precedenti) proprio per venirle incontro, a seguito delle note vicende della Corte dei Conti, e permetterle di essere candidata nella lista dell’Union Valdôtaine.

A questo scopo non si è preteso che la posizione venisse regolarizzata prima della candidatura, come prevede il nostro statuto, ma si è accettato, in via del tutto eccezionale, un impegno a saldare il debito in seguito, con un accordo sottoscritto davanti ad un notaio. Dopo quasi due anni, dopo che il Movimento ha tentato la via bonaria, con proposta di rateizzazioni, senza risultato, si è deciso che era ormai un preciso DOVERE del Comité Fédéral far valere i diritti del movimento per via formale, per rispetto del Movimento stesso e di tutti i suoi iscritti e amministratori che onorano gli impegni assunti. Può essere questa ritenuta una vile ritorsione?

Apprendiamo dalla stampa della buona volontà della sig.ra Rini di saldare quanto dovuto, quindi speriamo che anche rispetto agli impegni assunti per la presente legislatura l’interessata verserà gli importi che si è impegnata a riconoscere al Movimento all’atto della sua candidatura, senza costringere l’Union Valdôtaine ad ulteriori azioni legali.

Rassicuriamo inoltre l’interessata che le posizioni debitorie di altri eletti sono al vaglio del nostro legale, in base ai titoli in nostro possesso, ma che la posizione oggetto del presente provvedimento è del tutto eccezionale e senza precedenti. Per quanto riguarda i riferimenti ai contributi volontari versati al Movimento da amministratori di società, innanzi tutto non si capisce quale sia il nesso con l'oggetto in questione, essendo nomine di competenza del Governo Regionale, che devono essere fatte nel rispetto della normativa vigente indicando persone che hanno i requisiti previsti, sulle quali il movimento non ha mai interferito e delle quali non si è mai neanche parlato nel Comité Fédéral.

A differenza dei candidati alle elezioni regionali, che sottoscrivono un impegno formale a contribuire al sostentamento del movimento, per le altre cariche assunte da iscritti all'Union Valdôtaine che prevedono un'indennità, questo rimane tuttavia un obbligo morale stabilito dall'articolo 9 e dall’articolo 27 del nostro statuto, articoli che la sig.ra Rini sicuramente conosce, essendo stata tanti anni nella famiglia Unionista. Qualcuno può forse essere stupito dal fatto che ci sia qualche iscritto al proprio movimento che crede nei principi dello stesso e che onora i propri impegni, e non usa lo stesso esclusivamente come un comitato elettorale. Fortunatamente nell'Union Valdôtaine, come in tutti gli altri movimenti, esiste anche questo.

Erik Lavevaz

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