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CISL VdA | 23 gennaio 2020, 09:00

Il taglio del cuneo fiscale è il frutto della mobilitazione del sindacato. Ma ora occorre affrontare il tema della crescita, investimenti, infrastrutture, pubblica amministrazione, assunzioni

Il taglio del cuneo fiscale è il frutto della mobilitazione del sindacato. Ma ora occorre affrontare il tema della crescita, investimenti, infrastrutture, pubblica amministrazione, assunzioni

Il confronto con il governo sul taglio del cuneo fiscale "non e' una risposta che potra' soddisfare tutti ma e un primo passo importante e lo sottolineo perché abbiano portato milioni di lavoratori in piazza per arrivare a questo risultato, in oltre 1 anno di mobilitazione. Ancora una volta però restano fuori gli incapienti, su cui abbiamo chiesto  e ottenuto rassicurazioni". Commenta così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan  quanto emerso dal tavolo svoltosi a Palazzo Chigi tra Cgil, Cisl e Uil ed il Governo sulla attuazione della riduzione del cuneo fiscale previsto in manovra.

Sul nodo degli incapienti "oltre 4 milioni, molti dei quali anziani ma anche giovani costretti ad un part time involontario, abbiamo voluto e ottenuto rassicurazioni dal governo che attraverso la riforma fiscale o con una azione sociale, ricevano una risposta" - ha spiegato la leader della Cisl  osservando che "oggi si realizza il primo punto della  piattaforma unitaria di Cgil, Cisl, Uil: allargare la platea degli 80 euro è il primo passo di una riforma fiscale che premi i redditi dei lavoratori e dei pensionati".

Il tavolo, aperto dalla relazione del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, è stato presieduto dal premier, Giuseppe Conte. Presente oltre al ministro dell'Economia, la responsabile del Lavoro Nunzia Catalfo. Per i sindacati i leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

volantino cuneo fiscale rev3 gen2020Al centro dell'incontro l'ipotesi di varare un mix di interventi  che porterebbero ad un taglio del cuneo che coinvolgerebbe una platea piu' ampia rispetto a quella che gia' beneficia del bonus Irpef voluto dal governo Renzi. Per questi ultimi, circa 10 milioni di lavoratori, ci sarebbe  un aumento di 20 euro al mese in busta paga, passando da 80 a 100 euro. Sempre 100 euro sarebbe il vantaggio che interesserebbe una platea piu' ampia del bonus, cioe' chi guadagna tra 26.000 e 28.000 euro, mentre al di sopra di questa soglia si inizierebbe a scendere fino ad arrivare a 80 euro al mese per chi percepisce fino a 35.000 euro. Oltre i 35.000 euro scatterebbe un decalage che porterebbe all'azzeramento dello sconto fiscale oltre i 40.000 euro.

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