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AMBIENTE | 22 gennaio 2020, 13:36

La protesta dei pesci di fiume, tre presidi contro inquinamento e prosciugamento torrenti

sabato 25 gennaio 2020 sarà una giornata dimobilitazione nazionale con sit-in presidiati contemporaneamente dalle Alpi agli Appennini dalle associazioni che da anni si battono per la salvaguardia dei torrenti di montagna contro il proliferare “selvaggio” delle centraline del mini-idroelettrico

La protesta dei pesci di fiume, tre presidi contro inquinamento e prosciugamento torrenti

Riportare l’attenzione del Ministero dell’Ambiente sulla questione  dell’idroelettrico è l’obiettivo della manifestazione organizzata dalle associazioni ambientaliste per sabato 25 gennaio. Lo scorso anno, il Decreto FER-1, pur mantenendo gli incentivi agli  impianti idroelettrici nei corsi d’acqua naturali, li ha condizionati al rispetto di alcuni criteri a  carattere ambientale.

E arriva anche in Valle d’Aosta la campagna di sit-in e flash mob per iniziativa di LegambienteVda e il Comitato per la salvaguardia e la tutela di  Cortlys che hanno organizzato 3 presìdi:

● Ad Aosta sul torrente Buthier, all’altezza dell'Arco d'Augusto;

● A Nus sul Saint Barthelemy, dove attraversa la Statale;

● A  Gressoney la Trinitè sul Torrente Lys a Staffal.

Gli appuntamenti saranno ad Aosta alle ore 15,15; a Nus alle ore 14,15; a Gressoney alle  ore 14.

Sono tutti aperti liberamente al pubblico. L’evento sarà condiviso simultaneamente in oltre un centinaio di sit-in in tutta Italia. Verranno scattate delle foto, ritratti dei selfie e girati dei brevi filmati che saranno  immediatamente inviati al promotore della manifestazione: Legambiente nazionale in  collaborazione con Free Rivers Italia, il coordinamento di tutti i comitati italiani per la  tutela dei fiumi liberi.

La manifestazione chiede al Ministro di garantire il più rigoroso  rispetto di tali criteri nella concessione di incentivi.  L’incentivo di Stato è la causa principale del moltiplicarsi delle centraline e della corsa  senza regole alla concessione ai prelievi idrici, che si spinge fin nei piccoli torrenti di  montagna, ancora integri nella loro naturalità.

Proprio su questi corsi d’acqua minori, la  proliferazione di impianti idroelettrici costituirebbe una violazione della Direttiva Quadro Acque e causerebbe negli ecosistemi acquatici offese ambientali irreversibili con pesante  pregiudizio per la biodiversità. Esporrebbe infine il nostro Paese ad una probabile nuova  Infrazione Comunitaria. 

Danni gravissimi, per un contributo di energia rinnovabile irrisorio ma sostenuto con un  incentivo spropositato riconosciuto ai privati/alle imprese idroelettriche dal Gestore dei  Servizi Energetici. Ricordiamo che l’incentivo è finanziato dai cittadini con le bollette delle  utenze domestiche, per un importo complessivo di circa 1.301 milioni di euro all’anno,  garantito ai produttori per più di vent’anni (fonte GSE - 2018).

La manifestazione vuole dare voce all’ambiente. Per questo ha scelto come suo  simbolo/portavoce il Cottus Gobio, detto comunemente Scazzone.

La specie, diffusa in  molti fiumi di tutta l’Europa, è minacciata in Italia soprattutto dalle opere di regimazione dei  corsi d’acqua e dalla diminuzione delle portate, oltre che dall’inquinamento.

E’ tempo di mobilitarsi per la vita dei nostri fiumi!

Per contatti:

Legambiente Valle d’Aosta – 3385474044 

Comitato per la salvaguardia e la tutela di Cortlys – 3498237393

Il torrente Saint-Barthelemy, affluente della Dora, scorre nel vallone omonimo e sfocia  nella Dora a poca distanza dal paese di Nus. Nel suo percorso (20 km) alimenta una  ventina di prelievi a scopo irriguo e una decina di impianti idroelettrici. Il torrente, già  riconosciuto come corso d’acqua naturale di pregio ambientale a vocazione salmonicola, è  stato canalizzato ed arginato nell’ultimo tratto dopo l’alluvione del 2000. Oggi, tra i  muraglioni, scorre una quantità di acqua minima in qualsiasi stagione dell’anno. E’  l’esempio lampante del sovra sfruttamento che interessa tutti i corsi d’acqua della regione.

Il torrente Buthier (35 km), uno dei più lunghi e importanti della VdA, raccoglie tutte le  acque del massiccio del Gran Combin. Fin dalle sue origini (a m.1968 s.l.m.) dà luogo  all’impianto idroelettrico di Place Moulin (il più grande invaso della regione). Da lì in avanti  viene captato a servizio di altri innumerevoli impianti. L’ultima captazione, appena a monte  di Aosta (Signayes), dirotta le acque alla centrale di St. Marcel. Quel che resta attraversa  la città, arginato in modo spropositato rispetto alle poche acque che a stento riescono a  bagnare l’intero alveo. E’ un esempio di tutti i torrenti valdostani che sono stati derivati a scopo idroelettrico.

Il torrente Lys nasce dal ghiacciaio del Monte Rosa e, dopo aver percorso per 38,5 km  l’omonima valle, confluisce nella Dora. Nonostante le acque del suo bacino siano già  intensamente sfruttate per la produzione idroelettrica, esistono vari nuovi progetti, in  diverso stato di avanzamento. Uno di essi aggredirebbe il tratto iniziale del torrente  (Cortlys), l’unico ancora conservato nel suo stato naturale all’uscita del ghiacciaio. Anche in questo caso siamo di fronte ad un esempio di tutti i torrenti valdostani che sono  stati derivati a scopo idroelettrico.     

el.ip.

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