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CRONACA | 22 gennaio 2020, 17:47

Dolore e commozione al funerale di Marco Musichini, finanziere morto durante addestramento

Foto Patrizio Gabetti

Foto Patrizio Gabetti

La piazza di Sant'Orso era troppo piccola e così come la Chiesa erano troppo piccole per ospitare oggi pomeriggio le tante persone che hanno voluto rendere l’ultimo salute a Marco Musichini, il quarantaduenne maresciallo del Soccorso alpino della guardia di finanza di Entreves morto lunedì durante un'esercitazione di scialpinismo sul Monte Rosso di Vertosan.

Tante persone affrante dal doloro e dalla commozione che hanno voluto essere presenze per testimoniare, anche, il ringraziamento per le tante vite che Marco ha salvato e alpinisti, escursionisti e sciatori. Era palpabile il dolore forte e pervasivo, che segnava il volto dei parenti e di tutti i presenti. La sofferenza, era di un’intensità tanto alta.

L’angoscia era avvertita. Tanto avvertibile che i congiunti, i colleghi e gli amici comunicavano attraverso gesti. Le parole, infatti, affogavano nelle lacrime e soffocate dal singhiozzo.

Dai primi accertamenti dei finanzieri, guidati dal comandante della stazione Sagf di Entreves, Delfino Viglione, Musichini sarebbe  scivolato per 40 metri lungo un pendio ghiacciato, poi un salto di roccia di circa 100 metri terminato sul 'plateau' sottostante.

Il cordoglio del comandante generale della Guardia di finanza, generale di Corpo d'armata Giuseppe Zafarana

"Tantissime sono le imprese di soccorso, sempre condotte in condizioni ambientali ostili, che lo hanno visto protagonista. Tantissime le persone a cui ha salvato la vita" Marco Musichini, il maresciallo quarantatreenne del Soccorso alpino della guardia di finanza di Entrèves (Courmayeur) morto lunedì scorso durante un'esercitazione di scialpinismo sul Monte Rosso di Vertosan. Lo ha detto il comandante generale della Guardia di finanza, generale di corpo d'armata Giuseppe Zafarana, durante il funerale che si è svolto nel pomeriggio ad Aosta, nella chiesa di Sant'Orso.

Tra le missioni, Zafarana ha ricordato quella del "marzo 2012 sul Col Rognon a 3.400 metri", dove Musichini "salva un alpinista caduto in un crepaccio", ma anche quella dell'aprile del 2018 quando "è tra i protagonisti di una difficilissima manovra di salvataggio condotta a oltre 2.600 metri di quota in località Col di Chamolé in seguito a una valanga di notevoli dimensioni che si è conclusa con il salvataggio di tre scialpinisti".

red. cro.

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