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Chez Nous | 20 gennaio 2020, 12:44

Finaosta si accorge che mancano 100 milioni per i mutui casa

Eppure alla Finanziata regionale lavorano sette dirigenti, 38 quadri e 32 impiegati per una media di stipendio che supera i 90mila euro all’anno. Marquis, Barocco e Daudry hanno presentato un emendamento al Bilancio per salvare i mutui casa

Finaosta si accorge che mancano 100 milioni per i mutui casa

 E’ scoppiata in Commissione, durante l’audizione dei vertici di Finaosta, la bolla dei mutui casa. E' emerso che finanziare tutte le domande presentate servono 100 milioni che non ci sono. Ma peggio ancora è che i vertici di Finaosta avrebbe confessato ai Commissari di essersi accorti solo nelle scorse settimane della situazione.

Rispondendo ai commissari è stato evidenziato che le domande giacenti in Regione, in attesa di finanziamento, sono 178 per il 2018,  e 532 per il 2019. Senza contare le pratiche che potrebbero essere presentate nel 2020. Insomma Finaosta e Regione sono in ritardo di circa due anni.

Per evadere tutte le pratiche con gli attuali strumento sono necessari 100 milioni di Euro che Finaosta né la Regione. Ma il peggio è che alla domanda di alcuni commissari su come risolvere il problema la risposta è stata limitata a qualche battuta nemmeno simpatica e tanto fuori luogo per affrontare un tema del genere.

Tra gli altri dati significativi messi a disposizione della Commissione, che inquadrano ancora meglio il problema, sono i dati per la lavorazione delle pratiche, cioè quanto ci mettono gli uffici regionali per evadere le pratiche: dai quattro mesi del 2017 si è passati agli attuali 13 mesi ai quali si aggiungono i tre mesi di FinAosta.

Ciò significa che chi presenta  la domanda per avere accesso al mutuo lo riceverà nelle migliore delle ipotesi nel 20121, mentre un mutuo bancario si ottiene in tre mesi.

Ed in questo contesto si inquadra l’emendamento di Pierluigi Marquis (Stella alpina), Jean Barocco (gruppo misto) e Jean-Claude Daudry (Av) Che propone, per risolvere il problema, la Regioni si convenzioni con le banche intervenendo solo con l’abbattimento degli interessi.

Nella sostanza l’emendamento dice: ognuno faccia il lavoro che sa fare, le banche le banche la Regione dia gli indirizzi politici e metta a disposizione gli strumenti per attuare le politiche a favore dei cittadini. Con l’emendamento "Mutui casa facili” tra i 35 consiglieri regionali c’è chi ha alzato la testa e ha guardato oltre la siepe di piazza Deffeyes ed ha avuto la lungimiranza di creare un nuovo strumento finanziario per dare una risposta ad un  problema non certo “marginale” e che nel bilancio presentato dalla Giunta Fosson non recepiva.

Ora è il tempo del coraggio e della lungimiranza. Infatti non c’è più il grasso che cola (i soldi) e se non ci sono i soldi si deve tagliare i servizi e mettere le mani nelle tasche dei valdostani. Per non tagliare o mettere le mani nelle tasche dei cittadini è necessario avere fantasia, guardare a strumenti innovativi, ma soprattutto avere manager competenti e che Finaosta si metta sul mercato.

Tutti ambiscono ad avere un maxi stipendio ma il maxi stipendio deve essere adeguato all’attività svolta; non può essere un maxi garantito per i più fortunati. E poi ci si lamentava degli stupendi del casino.

E’ tempo che tutti i 35 magnifici di piazza Deffeyes sappiano come ‘non funzionano’ i mutui; cos’è e come opera Finaosta; definire quali compiti finanziari dovrebbe avere; conoscere il sistema creditizio.

L’emendamento Marquis, Barocco e Draudy dovrebbe far ripartire, con i mutui, l’edilizia e l’economia.

Infatti, impegnando qualche milione rispetto delle decine e decine di milioni necessari per finanziare le richieste di mutuo si dovrebbe risolvere definitivamente la questione.

E' il tempo che i politichini che senza idee tacciano e prima di parlare studino e si documentino per evitare che si ripetano le ingloriose esperienze del passato riproponendo travasi di soldi per tappare la falla dei mutui Finaosta depredando nuovamente gli utili di quelle partecipate che funzionano andando a privare le partecipate virtuose di risorse finanziarie utili ai proprio piani di investimento e funzionali a rendere anche il futuro alla Regione, milioni euro indispensabili al mantenimento dei servizi.

piero.minuzzo@gmail.com

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