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Chez Nous | 18 gennaio 2020, 13:06

Frattaglie e filetti

Frattaglie e filetti

La politica valdostana campa sulle frattaglie di quelli che furono gli anni della politica che aveva una grande disponibilità di denari ma scarsa lungimiranza. La situazione è aggravata dal fatto che nei lustri più recenti la politica è diventata sempre più politichetta che si è arricchita di politichini che hanno fatto della lotta personale e delle pregiudiziali sulle persone il cavallo di troia che ci ha ridotto nella situazione in cui siamo.

E’ per questo che tutti, o quasi, invocano le elezioni anticipate, ma nessuno lo mette nero su bianco. C’è chi ha dato la disponibilità a firmare le dimissioni se il foglio è già firmato da altri 12. La speranza di elezioni anticipate è alimentata dalla convinzione che le recenti inchieste abbiano messo sulla graticola il Consiglio Valle e che possa essere salvato solo rinnovandolo.

Bene! Ma chi sono quelli che si candidano al rinnovamento? Votare oggi significa avere la certezza che il nuovo Consiglio saprà far ripartire la nostra Petite Patrie?

Un amico mi ha detto che, quantomeno, votare oggi si farebbe un po’ di pulizia perché tanti eletti in questi ultimi anni  hanno giustificato la loro presenza con la politicaccia del contro e non con una seria politica del costruire.

Siamo in ballo per l’approvazione del Bilancio e più ancora per la nuova giunta; ma è scontato che la ‘nuova’ maggioranza sarà formata dalle frattaglie della vecchia. E se così è come è possibile che dalla sera alla mattina diventino filetti?

Potrebbe essere possibile la metamorfosi solo se prevarrà il timore delle elezioni anticipate vere e non annunciate. Infatti analizzando la situazione sono più coloro che rischiano di rimanere a casa che quelli che possono sperare sulla rielezione.

Ma come si preparano gli autonomisti da una possibile elezione anticipata?

C’è chi sostiene che per avere un effetto positivo sugli autonomisti ci vorrebbe il coraggio di fare un’unica lista almeno tra Uv-Uvp-Alpe perché così potrebbero tentare di prendere più voti della Lega e tornare ad essere il primo movimento in Valle.

E ancora, fare votare i valdostani in un’unica lista e poi permettergli di scegliere il candidato che ritengono migliore potrebbe essere la cosa giusta per unire e dopo le elezioni ripartire.

Ma la Valle d’Aosta è pronta ad un quasi bipartitismo con Autonomisti da una parte e Lega dall’altra con Stella Alpina e forse due o tre consiglieri della sinistra a fare da cuscinetto? 

E' da considerare che una soluzione del genere riduce di numero dei candidati impegnati in campagna elettorale il che potrebbe avere effetti negativi sulla partecipazione al voto. Forse la soluzione di mezzo potrebbe essere che gli autonomisti si presentano in coalizione con un programma unico ed il candidato che nella coalizione ottiene più preferenze avrà l’incarico di formare il governo.

Ma è chiaro che andare al voto per il Consiglio Valle quando si vota per le comunali presenta tanti vantaggi quanti sono gli svantaggi. Da una parte si potrebbe sognare che con il voto congiunto per 5 anni si eleggono 69 sindaci stabili nei comuni e 35 consiglieri stabili per 5 anni in  Regione.

Lo svantaggio, e non da poco, è che la Regione fino alle elezioni sarebbe in mano all’ordinaria amministrazione con tutto quello che ne consegue.

A oggi pare che Lega, VdA Libra, Mouv, M5S e Adu vogliano il voto subito; almeno sembra. Nessuno ha ancora firmato le dimissioni.

Rete Civica vuole fare un governo di scopo fino ad ottobre. Il gruppo misto di Emily Rini e Claudio Restano sono disponili a fare un governo, ma non di scopo. Ovvero vogliono un governo di legislatura.

Rimangono i 16 della ex maggioranza che hanno al loro interno l’Uv che chiede la votazione del bilancio e poi le dimissioni. Ma quante firme raccoglierà Erik Lavevaz su questa ipotesi? Tre, due, una?

Gira e rigira dal bussolotto escono sempre i medesimi numeri ed i soliti consiglieri. Allora c’è da chiedersi quali garanzie di coerenza e impegno può dare chi la medesima maggioranza l’ha messa in ginocchio.

Certo è che un governo si può fare e si farà nella prima settimana di febbraio, ma questa volta i movimenti devono avere in mano il bastone e guidare il branco e dare di tanto in tanto qualche lassativo ai malpancisti.

Quindi la prima cosa da fare è trasformare le frattaglie in filetti.

piero.minuzzo@gmail.com

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