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FEDE E RELIGIONI | 13 gennaio 2020, 09:00

PAPA: Mai più divisioni tra etnie e Paesi

PAPA: Mai più divisioni tra etnie e Paesi

«Prego sempre che si faccia tesoro degli anni di dolore vissuti da ambo le parti, e che non si cada più in divisioni tra etnie e tra Paesi dalle comuni radici»: è quanto ha detto il Papa incontrando sabato mattina, 11 gennaio, nella Sala Clementina, la comunità del Pontificio collegio etiopico, insieme con i responsabili della Congregazione per le Chiese orientali e con i vescovi dell’Etiopia e dell’Eritrea, giunti a Roma in occasione delle celebrazioni del centenario dell’istituto formativo che sorge in Vaticano.

Si tratta, ha rimarcato il vescovo di Roma nel suo discorso, di «due Chiese unite dalla medesima tradizione», che portano «anche oggi in mezzo a noi la ricchezza della storia» di terre caratterizzate da antiche tradizioni di «convivenza tra uomini e donne appartenenti alla religione ebraica e a quella islamica, oltre che insieme ai numerosi fratelli della Chiesa ortodossa Tewahedo».

Subito il pensiero di Francesco è andato ai tanti «fratelli e sorelle» degli Stati dell’Africa orientale, «la cui vita è segnata dalla povertà, e fino a pochi mesi fa dalla guerra fratricida, per la cui conclusione ringraziamo il Signore e chi nei due Paesi si è impegnato in prima persona».

Quindi il Papa si è rivolto direttamente ai preti presenti auspicando che possano «sempre essere artefici di relazioni buone» e «costruttori di pace. Possiate educare a coltivare questo dono di Dio i fedeli che vi saranno affidati — ha raccomandato — medicando le ferite interiori ed esteriori che incontrerete e cercando di aiutare i percorsi di riconciliazione, per il futuro dei bambini e dei giovani delle vostre terre».

Anche perché, ha soggiunto, «molti di essi, è triste doverlo ricordare, spinti dalla speranza hanno lasciato la loro patria a costo di immani fatiche e non di rado andando incontro a tragedie per terra e per mare». Da qui la gratitudine del Pontefice «per l’accoglienza che i fedeli» del Corno d’Africa «hanno potuto sperimentare» e per l’impegno che alcuni dei preti studenti nel Collegio all’interno delle mura vaticane «già ora vivono nel seguirli pastoralmente in Europa e negli altri continenti».

Un ringraziamento, questo di Francesco, che però contiene un ulteriore invito a «fare ancora molto, e meglio, sia in patria che all’estero».

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