/ ECONOMIA

ECONOMIA | 07 gennaio 2020, 09:51

I silenzi di Whirlpool su incendi asciugatrici difettose

Un acquirente valdostano che a fronte di una temperatura anomala del piano cottura ha visto da parte della Società un atteggiamento di assoluta noncuranza delle segnalazioni fatte

foto repertorio

foto repertorio

Un vergognoso tentativo di copertura di seri pericoli per i consumatori. Il Parlamento inglese non usa mezzi termini per definire la condotta posta in atto da Whirlpool in relazione alle gravi minacce per la sicurezza rappresentate dalle asciugatrici della multinazionale statunitense.

I primi allarmi risalgono a cinque anni fa: difetti di fabbricazione di modelli prodotti tra il 2004 e il 2015 potevano dare luogo ad improvvisi incendi. Nello spazio di soli tre anni tra il 2012 e il 2014, per dare una misura del problema, i vigili del fuoco del Regno Unito segnalavano ben 2190 casi di incendi originati da asciugatrici, con rischi evidenti per le abitazioni e le vite dei proprietari.

L’allarme oltrepassava i confini dell’isola e raggiungeva l’Italia: anche nel nostro Paese, confermava Whirlpool nel 2016, erano stati venduti alcuni esemplari potenzialmente difettosi.

Nel mirino delle autorità inglesi è finita la gestione messa in atto da Whirlpool, la quale ha optato per un programma di riparazione su larga scala, inizialmente rassicurando i consumatori, in attesa delle modifiche, sull’utilizzo degli apparecchi, purché tenuti sotto controllo.

Nel febbraio 2017 il ripensamento: opportuno cessare immediatamente l’utilizzo e, anzi, scollegarli del tutto in attesa dell’intervento. Notizia dello scorso 17 dicembre: il governo inglese comunica che da gennaio 2020 un altro richiamo interesserà 500.000 elettrodomestici e altri modelli vengono inclusi nella black list. Ai consumatori, questa volta, viene riconosciuta una sostituzione gratuita.

Whirlpool arriva a questa misura spinta dal governo, dall’Ufficio per la Sicurezza e gli Standard dei Prodotti (OPSS) e dalla dura reprimenda del Camera dei Comuni: la relazione finale del comitato competente contesta all’azienda una strategia di comunicazione e rapporto con la clientela con cui si è cercato di sminuire i rischi dovuti ai difetti dei prodotti dei marchi posseduti dalla società, tra cui Indesit e Hotpoint-Ariston.

La condanna è particolarmente forte e reiterata in relazione alla prassi di subordinare i risarcimenti in favore delle vittime degli incendi alla sottoscrizione di accordi di non divulgazione. L’atteggiamento di diffusa sottovalutazione del diritto alla sicurezza dei prodotti, si legge in un altro passaggio della relazione, trova massimo esempio negli improbabili tentativi di negare che all’origine dell’incendio della Grenfell Tower del 2017, che causò settantadue vittime, tra cui due giovani originari del Veneto, ci fosse proprio un frigorifero Whirlpool.

È sufficiente una rapidissima scorsa dei numeri a cui l’affaire Whirlpool è arrivato per giungere all’unica, inevitabile conclusione: più di due milioni di elettrodomestici coinvolti e cinquantaquattro incendi dichiarati dalla stessa azienda negli ultimi tempi, alcuni dei quali relativi ad asciugatrici precedentemente sottoposte a intervento di riparazione, impongono una drastica revisione delle priorità aziendali, che metta ai primi posti sicurezza, attenzione alle segnalazioni della clientela e una seria presa in carico delle richieste di intervento dei consumatori che rappresentino surriscaldamenti o altre anomalie di funzionamento degli elettrodomestici in dotazione, come accaduto ad un acquirente Valdostano che a fronte di una temperatura anomala del piano cottura ha visto da parte della Società  un atteggiamento di assoluta noncuranza delle segnalazioni fatte, dimostrando ancora una volta la poca attenzione  nei confronti della sicurezza dei consumatori!

Bruno Albertinelli

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore