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Chez Nous | 31 dicembre 2019, 15:37

Auguri alla Petite Patrie

Auguri alla Petite Patrie

Che crisi politica abbia gettato nello sconforto la Petite Patrie è più che evidente. Nonostante tutto non c’è entusiasmo, manca la passione, latita l’allegria.

Le vicende politiche sono sulla bocca di tutti. Le forze politiche si sforzano a somministrare pillole di energia e di ottimismo. Ma l’esperienza di queste ultime settimane per non parlare del 23 gennaio 2018, quando iniziò la demolizione di parte della nostra classe politica, non consente ottimismo.

Renzo Testolin, Presidente della Giunta, auspica che “La Regione sappia ancora una volta trovare la forza, il coraggio e le energie per ripartire da questa brusca frenata e ricostruire con rinnovato entusiasmo un percorso che trovi nell’amministrazione pubblica un punto di riferimento puntuale ed un alleato affidabile per supportare la società valdostana nella soluzione dei propri problemi e nel disegnare il proprio futuro”.

Potere al popolo, invece, fotografa con estrema crudezza il comune sentire dicendo: “Chi invoca la democrazia e il cambiamento, deve  dare basi solide a tutto il suo edificio, non approfittare dell'esasperazione e della rabbia per costruire in fretta e furia altre soffitte che sanno di muffa”.

E di momento difficile parla anche Emily Rini, Presidente del Consiglio Valle, che commenta: “Più il momento è difficile e delicato, più alla politica sono richiesti buonsenso, serietà, pacatezza nelle dichiarazioni, autorevolezza nei comportamenti e capacità di sintesi e di mediazione”.

Tesi che trova conferma in un passaggio del messaggio che Testolin ha rivolto ai Valdostani, dicendo “E’ la consapevolezza della delicatezza del periodo che stiamo vivendo e soprattutto con la sobrietà che il momento richiede che l’attuale governo regionale sta lavorando, con serietà e responsabilità per dare con l’approvazione del bilancio una prima indispensabile risposta ai valdostani per un nuovo anno tutto da costruire. A tutti noi di lavorare per fare in modo che l’anno che sta per iniziare  possa essere un buon anno per tutta la nostra Comunità” .

Appunto. Consapevolezza, delicatezza, responsabilità che non pare sia patrimonio di chi chede elezioni subito per fare domani quello che non riesce fare oggi. Con tre consiglieri l’Uv, dopo le uscite o le espulsioni dei dissidenti, rischia di mettersi all’angolo.

Con sette consiglieri il boccio ora è passato nelle mani di Alpe e Uvp che hanno creato un unico gruppo in Consiglio Valle. Alpe e Uvp lo hanno detto chiaramente: “Se qualcuno pensa che in amministrazione basti invocare le elezioni e tirare giù la serranda il giorno dopo per chiudere la legislatura, si sbaglia di grosso”. Il messaggio è all’Uv.

E poi la sfida: “Tutti si appellano a nuove elezioni, ma di fogli di dimissioni non se ne sono visti”.

In questo bailamme, iniziato il giorno dopo le elezioni regionali del 2018, siamo giunti alla fine dell’anno nel caos più totale. E ci accingiamo a vivere un 2020 che allo stato delle cose non pare essere migliore del 2019. Ma la speranza è l’ultima a morire e all’ora vale la pena scambiarci gli auguri.

E io li faccio ai nostri politici facendomi aiutare da Benjamin Franklin: “Siate sempre in guerra con i vostri vizi, in pace con i vostri vicini, e fate sì che ogni anno vi scopra persone migliori”. E sì! I nostri politici non sono mai stati in guerra con i loro vizi né in pace con i loro vicini. Per questo la Petite Patrie sta naufragando.

L’obiettivo di un nuovo anno non è avere un nuovo anno come ha detto il poeta. Dovremmo avere una nuova anima, nuove orecchie e occhi nuovi per sentire e vedere i bisogni di chi ci è vicino. Si è chiuso un anno con tanti problemi irrisolti. Ci auguriamo che nel 2020 non si aggravino con un’incomprensibile voto troppo anticipato che alimenterebbe l’astensionismo.

Dopo il 2018 speravamo che qualcosa cambiasse o, perlomeno, che migliorasse un pochino. E invece i social media sono pieni di persone che soffrono sulla propria pelle gli effetti di politiche errate, delle conseguenze di continui errori politici del passato e di non avere più alcun punto di riferimento politico.

Oggi più che mai ci rendiamo  conto dell’enorme e malefico distacco tra il potere politico e il popolo. Per questo il primo progetto che i 35 e le forze politiche devono realizzare è riconquistare la fiducia del popolo.

La nostra Petite Patrie ha urgente bisogno che la politica torni ad essere una cosa seria che approvando il bilancio 2020 della Regione faccia le cose che servono per rilanciare l’economia, per creare occupazione, per garantire sicurezza al Popolo Valdostano e alle persone per bene ed oneste e che, soprattutto, sostenga chi è rimasto indietro e che valorizzi il merito.

Che il 2020 sia come lo desideriamo.

piero.minuzzo@gmail.com

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