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Consiglio Valle | 29 dicembre 2019, 18:00

Il Consiglio Valle da allevamento di quaglie a fiera delle contraddizioni

Il pezzo forte della fiera delle contraddizioni è la miopia politica. Tutti hanno guardato il dito anziché la luna

Il Consiglio Valle da allevamento di quaglie a fiera delle contraddizioni

Il Consiglio Valle, la massima istituzione democratica della nostra Petite Patrie, è tutto meno che l’Assemblea legislativa al servizio del Popolo Valdostano. Infatti lo hanno trasformato in allevamento di quaglie il cui famoso salto ormai è diventato un’arte di cui i nostri politichini sono maestri. E in questi giorni ce ne stanno dando una prova concreta anche nel nostro piccolo e al di là di ogni ragionevole dubbi.

Sono in tanti i candidati alla laurea honoris causa nel salto della quaglia. Si va da Claudio Restano che forse ha perso il conto delle sue prestazioni: dall’Uv al gruppo misto passando da Pour Notre Vallée all’intesa elettorale con la Stella alpina.

Ma sono in buona posizione anche Stefano Ferrero e Roberto Cognetta che alla vigilia delle elezioni del 2018 hanno abbandonato il Movimento 5 Stelle che se li è inventati come Consiglieri regionali. Al volo hanno preso il taxi Mouv. Da alcuni giorni sono scesi dal taxi e si sono inventati un nuovo movimento senza tetto. Infatti non hanno una propria sede ma sfruttano l’ufficio gruppi come hanno fatto dal 2013 al 2018. I valdostani sono generosi.

Anche due donne sono candidate alla laurea honoris causa per il salto della quaglia. Pochi giorni dopo essere stata rieletta nella lista dell’Uv Emily Rini è passata al gruppo misto, poi ha fondato Front Valdotaine che dopo qualche mese i vita l’ha persa perché Berlusconi l’ha nominata referente di Forza Italia in Valle d’Aosta.

L’altra candidata è Daria Pulz eletta nella lista di Impegno Civica ha lasciato il movimento fondato da Alberto Bertin per mettersi in proprio con Ambiente Diritti Uguaglianza vale a dire l’Adu.

Nei prossimi giorni potrebbe saltare fuori un altro candidato: Mauro Baccega che, eletto nella lista della Stella alpina nel 2013, ha lasciato il gruppo nel 2017 e nel 2018 si è candidato nell’Uv ed ora è in procinto di lasciare anche il gruppo del Leone Rampante per divergenze con i vertici del movimento.

Salto della quaglia è un modo di dire molto comune che viene utilizzato in diversi ambiti con differente significato e che trae origine dal comportamento della quaglia, questo uccello, infatti, quando viene inseguito dai cani dei cacciatori inverte la direzione di corsa con salto all’indietro che ha lo scopo di disorientarli e far perdere le proprie tracce.

L’espressione è frequentemente utilizzata nel lessico politico per riferirsi all’atto di quei politici che, in modo improvviso, cambiano partito, in genere per interessi puramente personali, senza far troppo caso alla diversità, talvolta anche notevole, di idee politiche; a essi ci si riferisce spesso con il termine dispregiativo “voltagabbana”.

Ma oltre che essere allevamento di quaglie il Consiglio è anche una fiera delle contraddizioni di chi a seconda del ruolo ricoperto esprime opinioni diverse. Salta alla mente il voto di astensione sul bilancio della Regione 2020 espresso da Erik Lavevaz in quanto sindaco di Verrayes e la volontà di approvare il documento da presidente dell’Uv prima e da Consigliere regionale poi.

Il Cpel, ovvero i sindaci valdostani compreso Lavevaz, aveva formulato una serie di richieste: un fondo per la realizzazione di indagini, studi, monitoraggi e interventi in urgenza su ponti e viadotti di proprietà comunale; la piena copertura dei costi dei servizi per le persone anziane ed inabili. La Consulta Consulta Finanza locale e tributi del Cpel, presieduta dalla sindaca di Fontainemore, Speranza Girod (Uv) aveva proposto un voto contrario, ma l'assemblea si è orientata sull'astensione "alla luce della disponibilità a trovare risorse aggiuntive da parte dei rappresentanti del Governo regionale, in sede del prossimo assestamento di bilancio, previsto per la primavera".

E che dire di tutti quei Consiglieri che invocano lo scioglimento del Consiglio Valle ma nessuno vuole essere il primo a firmare le dimissioni perché forse ha capito che nulla cambierebbe.

Alla fiera delle contraddizioni sono presenti anche coloro che auspicano una maggioranza solida ma nulla fa per trovare le condizioni per dare alla Valle d’Aosta un governo stabile e sufficientemente robusto nei numeri.

Nessuno ha preso atto che il bilancio è stato scritto da una Giunta che non c’è più. Nessuno ha preso atto che il bilancio è giunto in aula con una giunta dimezzata per le dimissioni del Presidente e di due assessori.

Nessuno ha preso atto che l’assessore alle Finanze, Renzo Testolin, aveva proposto al Conseil Federal di temporeggiare; ma la sua suggestione e stata sepolta da una valanga di no.

Che dire poi della contraddizione regina della fiera relativa alla decisione  Consiglio di rimandare il commissioni il bilancio per trovare una mediazione ma poi erigere un muro per oscurare l’opposizione disposta a contribuire a portare in aula un bilancio modificato.

Ma il pezzo forte della fiera delle contraddizioni è la miopia politica di chi dovrebbe guardare avanti invece guarda nello specchietto retrovisore. Tutti hanno guardato il dito anziché la luna.

piero.minuzzo@gmail.com

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