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CRONACA | 14 dicembre 2019, 07:20

Ad Aosta un stele in via Monte Vodice ricorda l'autobomba al pretore Selis

Da sn Sara Polimeno Selis, Donatella Corti, Sara Favre e Luigi Selis

Da sn Sara Polimeno Selis, Donatella Corti, Sara Favre e Luigi Selis

"Il 13 dicembre 1982 alle 8,30 esplose qui la prima autobomba della storia italiana contro un magistrato, Giovanni Selis, che scampò all'attentato". Così è scritto sulla stele commemorativa inaugurata questa mattina, venerdì 13 dicembre 2019, in via Monte Vodice ad Aosta per ricordare il Pretore capo Giovanni Selis, magistrato che negli anni '70 e '80 condusse alcune delle più delicate inchieste in Valle fra cui quella sul Casinò di St-Vincent che portò al blitz del 1983. In quello stesso punto della via aostana dove sorge la stele, 37 anni fa la Fiat 500 del pretore Selis trasformata in autobomba da criminali mai indentificati esplose e il magistrato scampò miracolosamente all'attentato.

Presente alla cerimonia la vedova del pretore, Sara Polimeno Selis, accompagnata dal figlio Luigi; da Paola Caccia (foto a lato), figlia di Bruno, il magistrato torinese che indagava anch'egli sul Casino e che fu ucciso in un attentato della 'ndrangheta nel 1983; da Antonella Corti, presidente di Libera VdA e da Sara Favre, presidente del Consiglio comunale di Aosta che insieme a Libera e alla delegazione valdostana dell'International Police Association-IPA ha organizzato la posa della stele, realizzata a spese del Comune. “Sono un tantino dispiaciuta del fatto che mio marito sia sepolto in Valle d'Aosta a Rhemes, a 1800 metri di quota – ha ironizzato Sara Selis smorzando un pò l'emozione del momento - perchè soffro di pressione e ogni volta che vengo a trovarlo scendo dalla montagna con il mal di testa; ma lui qui ha voluto vivere e qui ha voluto morire, perchè voleva finire quello che aveva iniziato”. Selis morì suicida nel 1987, scampato fisicamente alla bomba, non riuscì a superare lo choc e il disagio che l'attentato e le pressioni del suo lavoro avevano portato a livelli per lui insopportabili.

“A luglio il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità la proposta della collega Carpinello per ricordare l’attentato di 37 anni fa - ha detto Sara Favre nel breve discorso di commermorazione - un fatto grave e importante  da non dimenticare e questa stele sarà di monito per non negare e non sminuire mai questi fatti”.

Donatella Corti ha ricordato che Libera "da sempre promuove la memoria e abbiamo deciso di dedicare il 2019 alla figura di Selis, che capì da subito le trame tra il Casinò di St-Vincent e parte del mondo politico. Questa stele è qui perché oggi nessun valdostano possa dire ‘non ricordo’ o ‘non sapevo’”.

Paola Caccia ha ricordato che "Selis come mio padre erano uomini che a casa non parlavano mai del loro lavoro. Questo è stato un peccato, forse avremmo potuto aiutarli più di quanto siamo riusciti a fare".

p.g.

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