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CULTURA | 11 dicembre 2019, 12:00

Storie di ordinaria disperazione nelle fotografie di Francesco Malavolta

“Scatti di Umanità” , mostra al Csv di Aosta da venerdì 20 dicembre, un’iniziativa della Società di San Vincenzo De Paoli

Alcune immagini della mostra di Francesco Malavolta

Alcune immagini della mostra di Francesco Malavolta

Francesco Malavolta è un fotogiornalista impegnato da vent'anni nella documentazione dei flussi migratori che interessano il nostro continente, per dieci anni ha viaggiato insieme ai migranti. La sua esperienza è raccolta nella mostra “Scatti di Umanità” che ha già toccato decine di città in tutta Italia e raggiungerà Aosta, dove verrà inaugurata nei locali del Centro di Servizi per il Volontariato di via Xavier de Maistre 19, venerdì 20 dicembre alle 17.30. L’iniziativa è della Società di San Vincenzo De Paoli.

L'attenzione agli ultimi e l'aiuto portato a chiunque ne abbia bisogno sono i pilastri della Società di San Vincenzo De Paoli che, da quasi duecento anni, accompagna chi vive in difficoltà, indipendentemente dalla religione, dalla provenienza, da sesso, cultura e opinioni politiche, in un percorso di crescita personale finalizzato alla riconquista dell’indipendenza economica. In questo quadro non si può ignorare il fenomeno migratorio.

Persone che, quando arrivano all’ultima parte del viaggio, quella in mare, troppe volte non ce la fanno. Sono queste le "storie di ordinaria disperazione” che Francesco Malavolta ritrae nei suoi scatti. Fotografie che raccontano mille peripezie. Vicende fatte di lettere cucite dentro le magliette, di sorrisi strappati, naufraghi con gli abiti logori e perfino un migrante che affronta la traversata in giacca e cravatta.

“Questa mostra – spiega Angela Maria Bauso, presidente del Consiglio Centrale di Aosta della Società di San Vincenzo De Paoli - serve per sollecitare le coscienze di tutti. Siamo alle porte del Natale e come ogni anno fervono polemiche sui Presepi. Io vorrei incitare tutti coloro i quali avranno visto queste fotografie a fare sì, il Presepe in casa, ma anche ad utilizzare qualcuna di queste immagini come sfondo per ricordare che la Natività è una storia di straordinaria contemporaneità, che continua a parlare al nostro presente.”

red. spe./ab

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