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Il rosso e il nero | 07 dicembre 2019, 08:00

UNA NUOVA AUTONOMIA (seconda parte)

UNA NUOVA AUTONOMIA (seconda parte)

Le considerazioni del mio precedente articolo sono necessarie per capire che, saltata la garanzia internazionale per la Valle d'Aosta alla Conferenza di pace di Parigi del 1946, l'autonomia ottenuta non poteva che essere un'autonomia mutilata. Ma, nonostante questo, c'è da chiedersi: come è stata utilizzata e monitorata nei settanta anni trascorsi da parte delle nostre classi politiche dirigenti?

E, se la risposta dovesse consistere in un giudizio negativo, c'è da chiedersi se è ancora possibile pensare ad un secondo e più robusto Statuto d'autonomia. Ma su quali basi? Sì, perché lo stato dell'arte della politica valdostana sta esprimendo chiaramente una profonda crisi di identità e di credibilità ed è per questo che da molte parti si avverte la necessità di una Nuova Autonomia. Sotto il profilo identitario riteniamo che vada recuperata, ad esempio, la connotazione principale del particolarismo valdostano e cioè il "bilinguismo effettivo".

Purtroppo nel tempo è come se si fosse sviluppata una doppia citta - dinanza. C'è chi considera l'uso della lingua francese come un elemento di separatezza culturale e di "aristocratica distinzione", c'è invece chi vive ancora oggi questa adesione al bilinguismo come un "fastidioso pedaggio da pagare alla cooptazione sociale".

Ma questa forma di ipocrisia duale non può essere il valore fondante di una comunità. Sotto questo profilo culturale si pone quindi l'esigenza di un'azione di recupero che riguarda tutti, e non solo i valdostani di adozione, per una maggiore coesione identitaria (due lingue una comunità). Per quanto riguarda la necessità di far fronte anche ad una crisi di credibilità della nostra classe politica, una eventuale seconda Autonomia richiederebbe  una profonda riforma istituzionale affinché Consiglio e Governo regionali "rimuovano quegli impedimenti strutturali e comportamentali che non consentono un adeguato sviluppo socioculturale ed economico".

Si impone così una rivisitazione del nostro Statuto speciale e fondamentale a questo riguardo deve essere la netta distinzione tra Politica, intesa come scelte direzionali, e Amministrazione, intesa come attuazione delle scelte politiche. Il tutto presuppone poi un incremento di qualità nel complesso del sistema Valle d'Aosta in termini di efficienza, managerialità e investimenti  consistenti sul capitale umano, anche attraverso una profonda e riforma degli apparati burocratici.

romano dell'aquila

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