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Aosta Capitale | 07 dicembre 2019, 22:53

L’autocandidatura Centoz non passa nell’Assemblea Pd

Oggi la conferma dello stato comatoso del Pd di Sara Timpano, segretaria con i voti di Sandri oggi passato a Italia Viva VdA. Assemblea andata deserta per mancanza del numero legale all’assemblea del Pd valdostano. Potrebbe esser stato un artificio di Sara Timpano, Centoz e alcuni altri per evitare di vedere bocciata la candidatura del sindaco uscente

L’autocandidatura Centoz non passa nell’Assemblea Pd

Rimane da capire se all’Assemblea del Pd è mancato il numero legale per evitare che venisse bocciata l’autocandidatura di Fulvio Centoz che ha preso gusto a fare il sindaco di un comune che non è il suo o se pure è la conferma che la gestione del partito di Sara Timpano è più che fallimentare.

 

Infatti all’Assemblea si sono presentati una dozzina e mezza dei 45 compagni che la compongono. Presente, compatta, la minoranza che aveva vinto il congresso ma che un accordo tra  Sara Timpano e Giovanni Sandri (oggi presidente dell’Assemblea passato a Italia Viva) è stata defraudata della vittoria congressuale e della segreteria che doveva essere di Raimondo Donzel vincitore del congresso. Ora Sara Timpano è da sola, in minoranza, ma tiene duro. È da oltre un anno che l’Assemblea non riesce a riunirsi per mancanza di numero legale.

E così il partito è in balia dei marosi della politica valdostana e per di più con il timone a pezzi mandato in frantumi dalle elezioni regionali dello scorso anno quando il Pd è stato cancellato da piazza Deffeyes. Insuccesso bissato alle europee quando Sara Timpano e qualche altro decisero la candidatura di Edda Crosa; la segreteria sapeva che non sarebbe passata in Assemblea che già all’epoca non riusciva a riunirsi.

Con la candidatura Centoz, Sara Timpano ed i suoi quattro compagni avevano tentato il colpo, ma per l’ego che lo caratterizza il sindaco di Aosta ha anticipato i tempi ed ha lanciato la sua candidatura senza che il partito si fosse espresso. E così i quattro della segreteria sono stati costretti a rincorrere e in due giorni hanno convocato l’Assemblea che per statuto deve essere convocata con più largo anticipo.

Ma il tentativo golpe è andato a vuoto; alla base non é piaciuto ed ha disertato un' assemblea farsa dove la linea politica era già stata presa. Tanti dei pochi compagni iscritti al Pd sono delusi, si sentono presi per i fondelli da un ristrettissimo circolo supportato non si sa da chi. O meglio chi sostiene il circolo ed il sindaco si conoscono anche troppo bene.

Si sono schierati sia con le Sardine che con Italia Viva. Chi punta su Centoz potrebbe aver già messo gli occhi su alcune operazioni immobiliari e urbanistiche; i dossier sono sul tavolo del sindaco che in questo momento è sostenuto pure dall’assessore alle finanze Carlo Marzi della Stella Alpina.

Insomma Centoz e Sara Timpano sono gli "ultimi giapponesi a custodia dell'ultimo fortino" occupato abusivamente visto che gli eletti della  mozione Sandri se ne sono andati. E’ probabile che nei prossimi giorni qualcuno chieda il Commissariamento del Partito perché è nei fatti privo degli organi statutari.

Oltre ad occuparsi dell’autocandidatura Centoz, l’Assemblea avrebbe dovuto procedere alle surroghe per i fuoriusciti ed all'elezione del tesoriere, non ancora nominato perche la segretaria non avrebbe i numeri per darlo eleggere. Infatti la minoranza della mozione Donzel, è sempre presente; mancano invece i delegati delle mozioni di Timpano e di Sandri che se ne è andato.

pi.mi.

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