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CULTURA | 03 dicembre 2019, 12:00

Il vescovo Bettazzi racconta il Concilio Vaticano II di cui è l’ultimo testimone

Monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea

Monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea

Monsignor Luigi Bettazzi, classe 1923, fu consacrato vescovo nel 1963 dall’allora cardinale di Bologna Giacomo Lercaro del quale divenne ausiliare. All’epoca era il più giovane vescovo italiano, consacrato pochi mesi prima di aver compiuto 40 anni. Come prevede una regola ecclesiastica, non essendo al momento titolare di una Diocesi esistente, gli fu dato il titolo di vescovo di Tagaste, la città dove nacque Sant’Agostino.

Partecipò a tre sessioni del Concilio Vaticano II ed oggi è l’unico padre conciliare vivente. Nominato vescovo di Ivrea nel1966, il suo ministero si incontrò spesso con le vicende della politica nazionale. Al tempo del rapimento Moro chiese di sostituirsi allo statista democristiano quale prigioniero delle Brigare Rosse; fece scalpore il suo scambio di lettere con il segretario del Pci Enrico Berlinguer in un’epoca nella quale i comunisti erano scomunicati.

Più recentemente, durante il governo Lega 5 Stelle, è stato autore di una lettera al Primo ministro Giuseppe Conte chiedendogli di riaprire i porti ai migranti che Salvini aveva chiuso.

Venerdì 6 dicembre alle 14.45 all'auditorium del Liceo "Carlo Botta" di Ivrea Monsignor Luigi Bettazzi, padre conciliare, testimone vivente, racconta i sessanta anni dal Concilio Vaticano II. Il vescovo emerito di Ivrea verrà introdotto dal professor Luca Scognamillo. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

a. bo.

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