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CRONACA | 03 dicembre 2019, 10:28

Le donne dello Zonta Club di Aosta, 'i primi a dire 'no' alla violenza sulle donne devono essere gli uomini'

Roberta Balbis (al centro), presidente della Zonta Club VdA

Roberta Balbis (al centro), presidente della Zonta Club VdA

Partono dal 'gioco maschio' per eccellenza, il rugby, le volontarie dello Zonta club Valle d'Aosta mobilitate sino al 16 dicembre in tutta la regione per dire 'No' alla violenza sulle donne. Domenica scorsa prima della partita del campionato di serie C tra lo Stade Valdotain e il Cuneo Pedona, al campo di Sarre, i giocatori hanno osservato un minuto di silenzio "per tutte le donne vittime di violenza e per dichiarare con i capitani delle squadre in campo la propria avversità ad ogni forma di violenza" spiega Roberta Carla Balbis, presidente della Zonta VdA. Si è trattato della prima iniziativa per la settima edizione della campagna 'Zonta Says NO to violence against Women'; anche le tifoserie hanno accolto il 'no silenzioso' con rispetto e partecipazione: per più di un minuto al campo di Sarre non si è sentita volare una mosca. 

Dopo il successo con i rugbysti lo Zonta di Aosta guarda alle nuove azioni di sensibilizzazione da intraprendere in Valle: nella ricorrenza del centenario della fondazione il club ha realizzato e concluderà questo mese una serie di eventi importanti tra i quali la mostra itinerante '100 Donne per la Storia'; l’inaugurazione di 'Una stanza tutta per sé' ovvero una camera protetta per sole donne all’interno della caserma dei carabinieri di Aosta (nella foto) in collaborazione con Soroptimist VdA e l’Arma; il convegno 'Donne e bambine nei conflitti  armati' organizzato all'Hostellerie du Cheval Blanc ad Aosta in collaborazione con il Comitato regionale della Croce Rossa Italiana, a cui seguirà un momento conviviale con raccolta fondi a favore di associazioni locali impegnate nella lotta alla violenza di genere. 

"Una donna su tre nel corso della sua esistenza subisce una violenza fisica, spesso dal partner - ricorda Balbis - il fenomeno della violenza di genere riguarda tutti: è uno dei più gravi problemi di salute pubblica ed una delle violazioni più significative dei diritti umani. In Valle d'Aosta, purtroppo, non siamo esenti dal fenomeno. Abbiamo però strumenti validi per combatterlo".

Secondo la Dichiarazione dell'Onu, "E' violenza contro le donne ogni atto di maltrattamento basato sul genere che provochi, o che possa provocare, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata”.

p.g.

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