/ Consiglio Valle

Consiglio Valle | 03 dicembre 2019, 11:12

Scalise ‘Mai avuto incarichi decisionali al casino’ e mette la commissione Marquis sotto accusa

L'avvocato Rosario Scalise, Responsabile Unico del Prodedimento per la ristrutturazione ha inviato una lettera al Pierluigi Marquis Presidente della II Commissione permanente – Affari Generali; Emily Rini, Presidente del Consiglio regionale; Antonio Fosson, Presidente della Regione, Autonoma Valle d’Aosta con la quale contesta molti dei contenuti della relazione della II Commissione Permanente Affari Generali, sulla Ristrutturazione della Casa da Gioco di Saint-Vincent (2009/2013).

Scalise ‘Mai avuto incarichi decisionali al casino’ e mette la commissione Marquis sotto accusa

“Verificate le gravi omissioni ed imprecisioni sul mio operato, mi trovo costretto a trasmettere la presente nota, evidenziando sin d’ora che ho conferito mandato ad un collega per valutare le opportune azioni da intraprendere nei confronti di tutti i responsabili”. L'avvocato Rosario Scalise di Aosta inizia così la sua lettera di contestazioni con la quale ricorda, anche: “Opero nel settore degli appalti pubblici da 29 anni, in svariati ambiti regionali e nazionali ed essendo autore di manuali ‘proprio’ sulla esecuzione delle opere pubbliche, non posso esimermi dal tutelare la mia professionalità”.

 

L'avvocato Rosario Scalise

Poi una sequela di osservazioni che a prima vista smontano la relazione della Commissione Marquis che sembra più una campana politica che un documento tecnico.

Per prima cosa Scalise evidenzia: “Di non essere mai stato convocato ufficialmente dalla II Commissione”. E aggiunge: “Ho partecipato a due sessioni della medesima commissione a seguito di richiesta di Cava fornendo le informazioni in mio possesso e per quanto di competenza. Di recente, sempre Cava mi ha chiesto nuovamente di partecipare ad un incontro presso la sede dell’azienda (rinviato due volte dalla segreteria del dott. Marquis, come comunicatomi da Cava); tuttavia, in occasione della fissazione del terzo incontro, ho precisato  di non avere altro da aggiungere rispetto a quanto già precedentemente indicato, atteso che le informazioni richieste dalla Commissione afferivano a circostanze di competenza dell’Amministratore Unico, dei progettisti e dei direttori dei lavori e rilevando, comunque, che in assenza di una richiesta a me diretta da parte della commissione medesima, non vedevo l’opportunità di partecipare ad un ulteriore incontro informale che vedeva coinvolto unicamente il sottoscritto e non anche gli altri professionisti. Peraltro nel passato ho dato ogni supporto ritenuto necessario, impegnando svariate giornate di lavoro  (pur avendo esaurito il mio incarico) per coadiuvare la Casa da Gioco nel fornire i documenti richiesti. D’altra parte, mi chiedo per quale motivo (come più volte suggerito) non siano mai stati sentiti i progettisti (Tekne spa e Lissoni ecc.), non siano mai stati convocati i direttore dei lavori (Studio Quaranta, Lissoni ecc) e nemmeno l’allora Amministratore Unico; e mi chiedo per quale motivo io avrei dovuto rispondere a quesiti che non attenevano al mio ruolo e dei quali non avevo contezza”.

In un altro punto l'avvocato Scalise argomenta: “Non ho mai avuto alcun incarico decisionale ma solo operativo; tale  aspetto, fondamentale, non è stato messo adeguatamente in luce nella Relazione. Il contratto da me sottoscritto (settembre 2011, peraltro in epoca posteriore alle procedure di gara del Saint-Vincent Resort & Casino  e della Centrale Termica), concerneva in particolare la fase esecutiva dei vari contratti di appalto e la delega, ex dlgs 81/2008, in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro”.(Pierluigi Marquis, pres. Comm. Affari Generali)

Ricorda ancora: “L’incarico si è svolto in quasi 8 anni e mi ha visto Responsabile della sicurezza di 7 (a volte 8) cantieri in temporanea, con l’impiego di manodopera con punte (in determinate circostanze) di 300 addetti, con l’attività alberghiera aperta e le sale da gioco operative. Ritengo, viste le notevole responsabilità civilistiche e penali, di avere operato con egregi risultati, atteso che: a) non si sono verificati infortuni; b) i lavori sono stati conclusi nei tempi ristrettissimi previsti; c) le attività di CAVA (hotel e sale da gioco) sono rimaste in piena attività; d) nessuna sanzione da parte di Asl ed ispettorato è stata comminata”.

Rosario Scalise sottolinea ancora: “Ho, altresì, operato verificando l’applicazione del dpr 207/2010 nella fase esecutiva dei lavori (ancorché la Casa da Gioco non fosse tenuta); anche qui ritengo di avere operato in modo professionale e con ottimi risultati: a) nessun contenzioso; b) tutti i subappaltatori e fornitori sono stati liquidati, nonostante due fallimenti occorsi in itinere; c) nessun ritardo; d) costi, a differenza di quanto si afferma, contenuti (è sufficiente verificare le statistiche in materia e l’esito di altre opere pubbliche in Valle d’Aosta, non oggetto di altrettanto attenzione). Ho gestito la compilazione delle schede dell’osservatorio regionale, in materia antimafia, a seguito di specifico protocollo stipulato tra l’azienda e la Regione (decine di schede e verifiche)".

Prosegue la lettera: "Ho contribuito alla redazione dei bandi di gara e alla gestione delle gare di vari affidamenti (circa una decina) e tra queste l’appalto del Saint-Vicent Resort & Casino e l’appalto integrato della Centrale Termica. In concreto, ho avuto un ruolo operativo limitato strettamente alla fase esecutiva e alla redazione/gestione dei bandi di gara. E’ di tutta evidenza, quindi, come il mio compenso (peraltro inferiore a quanto affermato) debba essere parametrato alla enorme mole di lavoro e ai rischi connessi. Non si dimentichi che ogni infortunio in cantiere avrebbe determinato una responsabilità penale, civile, solo mia e non di altri, in ragione della delega conferita ai sensi del DLgs 81/2008. Tale compenso, inoltre, va rapportato alla durata di 8 anni di lavoro, con impiego anche di personale dello studio. Tutto ciò viene omesso nel documento della II Commissione, lasciando trasparire (come peraltro indicato sul sito di “Aosta sera” di domenica), come la mia attività non fosse ben definita, adombrando (nella “ filigrana” della relazione stessa) ruoli che non avevo. Ciò è inaccettabile”.

Alla Commissione che gli contesta  di non aver operato “completamente in linea con il dpr 207/2010”, Scalise  si dice: “francamente sorpreso che la II Commissione (e verosimilmente i consulenti della stessa), facciano affermazioni del genere (gravi e gratuite) atteso che: a) ogni singola mia attività è stata gestita nel rispetto delle citate disposizioni (peraltro la cui applicazione non era obbligatoria), come emerge documentalmente.; b)  detta affermazione nasce da considerazioni normative e fattuali palesemente errate e fuorvianti (si confonde la validazione con la verifica e diverse – numerose-  altre imprecisioni di natura tecnica/legale, incomprensibili). c) i documenti depositati presso la Casa da gioco danno evidenza della totale trasparenza e correttezza della mia attività e di quella dei direttore dei lavori e dei progettisti”.

Fin qui le valutazioni di ordine generale, poi il'avvocato Scalise entra nel merito “dei numeri contenuti nella Relazione e gli ulteriori errori (documentali e tecnici)”, scrivendo: “Non è mio compito confutarli, quanto piuttosto della Casa da Gioco e dell’allora Amministratore Unico. Mi limito, unicamente, a dare evidenza come siano, per quanto di competenza, non completamente coerenti con la realtà documentale e fattuale”.

La lettera si chiude con una richiesta “che detta nota sia diffusa a tutti i consiglieri regionali” e due inviti: “alla II Commissione che rettificare il contenuto della Relazione, e a non a non rilasciare affermazioni agli organi di stampa non veritieri e lesivi della mia professionalità”.

CHI E' L'AVVOCATO SCALISE ESPERTO NEL SETTORE DEGLI APPALTI ED EDILIZIA - AVVOCATO DI CANTIERE

L'avvocato Rosario Scalise è un consulente tecnico, giurista d'impresa, e si occupa prevalentemente di appalti, edilizia. Ha iniziato la propria attività lavorativa nel 1990 quale tecnico di cantiere e ha svolto attività di direzione lavori e coordinatore per la sicurezza per conto della Regione valle d'Aosta, quale dipendente di ruolo. Nel 1995 si è iscritto alla facoltà di giurisprudenza di Torino ed ha conseguito la laurea in pendenza di attività lavorativa, con una tesi dal titolo " Il contenzioso nei lavori pubblici : riserve, accordo bonario, arbitrato "
La sua esperienza lavorativa nel mondo degli appalti è ininterrotta dal 1990. Dapprima, come topografo e tecnico di cantiere ha operato in alcuni cantieri tra i quali i più importanti attengono alla realizzazione dell'autostrada Aosta-Monte Bianco e alla esecuzione della galleria per la strada statale verso il Gran San Bernardo.
Per conto della Regione Valle d'Aosta, quale dipendente di ruolo, ha svolto attività di direzione lavori per 12 anni, prevalentemente cantieri stradali, per un importo di 30.000.000,00 di Euro circa.

Ha operato quale Responsabile Unico del Procedimento per rilevanti opere pubbliche per importi superiori a 100.000.000,00 di Euro. Si occupa esclusivamente di consulenze in materie di opere pubbliche per Imprese, Enti, società pubbliche e professionisti sul territorio nazionale, con riferimento sia all’esecuzione del contratto di appalto sia all’attività di supporto al RUP nella gestione di procedure di gare (lavori, servizi, forniture, partenariati).

red. cro.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore