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ATTUALITÀ | 27 novembre 2019, 14:30

La Protezione civile valdostana a confronto con quella californiana

Trasferta professionale importante per il 44enne ingegnere di Gressan, Hervé Stevenin, specializzato in gestione delle alluvioni e nella previsione di inondazioni e frane

Hervé Stevenin, primo da destra, insieme ai colleghi italiani e statunitensi durante uno degli incontri sul territorio

Hervé Stevenin, primo da destra, insieme ai colleghi italiani e statunitensi durante uno degli incontri sul territorio

Un reciproco scambio di esperienze professionali, di tecniche operative nella gestione delle emergenze e nella prevenzione dei rischi. Sono stati 15 giorni intensi quelli vissuti negli Stati Uniti, tra ottobre e novembre, dal 44enne valdostano Hervé Stevenin, di Gressan, ingegnere specializzato in ambiente e territorio, esperto di gestione delle alluvioni e nella previsione di inondazioni e frane.

Stevenin gestisce la rete idro-meteorologica del Centro funzionale della Regione, lavorando in sinergia con l'Ufficio di pianificazione per la protezione civile nei comuni. Venuto a conoscenza di un progetto dell'Agenzia federale statunitense di protezione del suolo che finanziava 15 giorni di incontri sul tema delle inondazioni, delle alluvioni e del dissesto idrogeologico, Hervé Stevenin ha inviato il proprio curriculum alla sede centrale della Protezione civile nazionale a Roma ed è stato scelto insieme ad altri sei professionisti italiani per partecipare al meeting negli Usa.

"Il programma di scambio formativo si è svolto a San Francisco, la città statunitense a maggior rischio di terremoto - spiega Stevenin  - dove abbiamo avuto un confronto diretto con i maggiori professionisti del settore; poi Portland con gli esperti vulcanologi; a Sacramento e a Washington, che visse nel 1980 la terrificante eruzione del vulcano Saint Helens (nella foto). Molto proficui gli incontri con gli esperti e dirigenti federali della protezione del suolo e della Protezione civile". L'ingegnere valdostano si è potuto confrontare con gli esperti dell'Università di Berkeley in California e con quelli del Federal emergency management agency-Fema, l'autorevole ente che decide le strategie in caso di calamità naturali e stabilisce anche i fondi necessari per far fronte alle emergenze. Poi ha visitato alcuni luoghi in California devastati proprio in quei giorni da enormi incendi, "dove abbiamo potuto toccare con mano il lavoro iin piena emergenza dei nostri colleghi -  sottolinea Stevenin - va detto che proprio per l'organizzazione federale degli Usa, l'autonomia strutturale ed economica degli Stati americani è molto più tangibile ed efficace rispetto alla nostra esperienza".

Ai loro ospiti italiani, gli americani hanno illustrato l'innovativo sistema di prevenzione e intervento in emergenza, ma soprattutto, è stata l'impressione di Stevenin, "hanno chiesto e avviato un confronto su quella che ritengono, e credo a buon titolo, l'eccellenza italiana della Protezione civile; il loro condivisibile obiettivo è quello di formare un tavolo di lavoro internazionale in grado di scambiare dati, consigli, progetti". Tutto questo anche in un'ottica di prevenzione dei repentini mutamenti climatici che potrebbero cambiare prima di quanto s'immagini il rapporto tra uomo e ambiente

p.g.

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