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Consiglio Valle | 21 novembre 2019, 20:00

In politica non si spara nel mucchio, lo ricorda Morelli a Mossa

Patrizia Morelli

Patrizia Morelli

“Le accuse vanno circostanziate, caro collega, altrimenti qualcuno potrebbe incolpare Lei di occupare vergognosamente un alloggio da 180 metri quadrati nel centro di Roma pagandolo 150 euro al mese...”.

La frecciata - con chiaro riferimento all'ex ministra grillina Elisabetta Trenta, accusata di aver continuato a occupare illecitamente un prestigioso alloggio di servizio – l'ha lanciata ieri nell'aula del Consiglio Valle la consigliera Patrizia Morelli (AV) verso il collega del M5S Luciano Mossa. Morelli non ha digerito le accuse rivolte da Mossa in maniera generica nei confronti della maggioranza regionale - ma indirettamente mirate all'assessore all'Ambiente, Albert Chatrian - ovvero di aver contribuito ad “avvelenare i valdostani” ha detto testualmente Mossa, per non aver revocato le autorizzazioni ai gestori della discarica di Pompiod ora sotto sequestro. Sull'argomento il dibattito in aula è stato molto acceso con continui scambi di accuse tra maggioranza e opposizione.

“Lei mi ha lasciato letteralmente basita; lei è un membro delle Forze dell'ordine – ha insistito Morelli rivolgendosi a Mossa - e dovrebbe sapere utilizzare molto bene le parole; ma oggi lei ha lanciato accuse pesantissime contro colleghi di questo Consiglio accusandoli di “averci avvelenati” credo che accuse simili prima di essere pronunciate dovrebbero essere ben circostanziate, sennò non hanno alcun senso, sono solo discredito lanciato a casaccio, che non porta a nulla”.

red. pol.

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