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INTEGRAZIONE E SOLIDARIETÀ | 20 novembre 2019, 09:41

30° Anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

LETTERA APERTA ASSESSORA CHANTAL CERTAN

30° Anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

In occasione del 30° Anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, credo sia giusto aprire nel mondo della scuola una riflessione sui temi e sui principi fondamentali che hanno portato il 20 novembre 1989 alla stesura del testo della Convenzione che sancisce come tutte le bambine e tutti i bambini, come tutti gli adolescenti e le adolescenti devono poter contare sugli stessi diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici. Diritti di cui la scuola deve farsi portavoce. Diritti che i bambini possono respirare nelle nostre classi.

La scuola non deve essere e non deve diventare terreno di scontro ideologico, tanto meno politico. La scuola deve insegnare il rispetto degli altri, il rispetto di tutti, anche del diverso. La scuola deve essere inclusiva.

E’ il mondo dei grandi che mette etichette e crea stereotipi. Non trasferiamoli in quello dei bambini e dei ragazzi. Lasciamo che siano essi ad esprimersi e a riconoscersi: uguali, al di là del colore della pelle e della latitudine del paese di nascita. Uguali nel diritto e nella voglia di vivere una vita sana e felice.

Noi non possiamo che accompagnarli.

In un periodo storico in cui crescono le contrapposizioni, credo sia importante evidenziare il ruolo determinante di una educazione plurale, radicata nel territorio, ma profondamente libera. Nel rispetto dei diritti umani vi è anche il rispetto delle proprie origini.

Noi terra di Autonomia sappiamo bene cosa vuol dire il coltivare le proprie origini e le proprie peculiarità. E la scuola valdostana ha dato un forte contributo al mantenimento di quel legame, forte e indissolubile, con la nostra lingua, con le nostre tradizioni e con il nostro passato. La scuola ha il dovere di rispettare il passato e la lingua di tutti. Si chiama integrazione ed è espressione del rispetto per gli altri. Si chiama Cultura.

Chantal Certan

Assessora all’Istruzione, Università, Ricerca e Politiche giovanili

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