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CRONACA | 20 novembre 2019, 09:00

Nel Parco Lussu una panchina viola per il rispetto dei minori e genitori nelle separazioni

Il Viola è il colore che nell’immaginario dei bambini è associato alla razionalità e alla saggezza, alla dignità, all’indipendenza, al desiderio di crescita e di libertà.

Nel Parco Lussu una panchina viola per il rispetto dei minori e genitori nelle separazioni

Una panchina Viola per rivendicare i diritti negati ai figli con genitori non più conviventi, l’accertamento della Pas nei tribunali, il diritto del genitore a non essere estromesso dalla vita dei propri figli, la severa condanna dell’indifferenza delle istituzioni nei confronti dei figli dei separati e di coloro che negano, quotidianamente, i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il diritto del padre a vivere con i propri figli senza ricatti da parte dell’altro genitore che lo considera, di fatto, solo una risorsa economica, ed infine per chiedere, in ogni sede, il rispetto della persona del minore.

Una panchina Viola per ricordare e chiedere scusa ai tanti padri che in Italia, nell’indifferenza di tutti, ogni anno si suicidano per essere stati privati dei propri figli e per i maltrattamenti subiti da parte dell’altro genitore.

Una panchina Viola per alimentare la speranza in un futuro migliore per i nostri figli dove possano liberamente poter sognare e vedersi rispettati nei loro fondamentali diritti a vivere serenamente con ambedue i genitori.

Una panchina Viola per ricordare a tutti, giudici e politici in particolare, che la violenza esiste anche quando non vengono rispettati i diritti dei minori alla bigenitorialità e il diritto dei genitori alla co-genitorialità, così come prevede la nostra Costituzione, il codice civile e penale e la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza infanzia, approvata dall’assemblea generale delle Nazioni Unite trenta anni fa (20.11.1989) e ratificata dall'Italia il 27 maggio 1991, con la legge n. 176.

Il Viola è il colore che nell’immaginario dei bambini è associato alla razionalità e alla saggezza, alla dignità, all’indipendenza, al desiderio di crescita e di libertà.

Una panchina Viola in ogni città, nei giardini dei palazzi della giustizia, del potere politico e degli assessorati alle politiche sociali come simbolo per riflettere sugli abusi e sulle discriminazioni perpetrate a danno dei minori e dei loro genitori. Nel 2020 sarà nostro impegno, nelle maggiori città italiane, installare una panchina Viola per celebrare la Vita e il rispetto dei minori.

La violenza è tale quando annulla la persona di un minore e quando nega, nella più totale indifferenza, il diritto del genitore a svolgere il ruolo di padre.

Inizieremo da Aosta, dove si è ucciso il primo padre a cui il tribunale aveva tolto quella che oggi è chiamata responsabilità genitoriale e non gli permetteva di vedere sua figlia, arrivando perfino a vietargli di consegnare un regalino alla sua creatura. Da mesi protestava nell’indifferenza di tutti.

Il maestro Antonio Sonatore si è dato fuoco dinnanzi al tribunale di Aosta e, proprio nel giardino antistante, collocheremo la prima panchina viola. In Suo onore il 7 aprile è divenuto la giornata mondiale in ricordo del genitore estromesso dalla vita dei propri figli.

Aosta, però, non ama parlarne. Forse per vergogna, mentre dovrebbe chiedere scusa a lui e ai tanti padri che ogni anno, in questa piccola regione, si tolgono la vita, sempre per i figli violentemente sottratti da una cultura contraria ai principi ed ai valori della famiglia e dei figli.

Ubaldo Valentini

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