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Consiglio Valle | 18 novembre 2019, 08:00

Sul lupo scoppia la guerra nella sinistra ambientalista valdostana

Mentre Adu e Rete Civica e danno di santa ragione a colpi di comunicati sui social gira una chiamata alla protesta mercoledì prossimo in piazza Deffeyes per proteggere il lupo

Sul lupo scoppia la guerra nella sinistra ambientalista valdostana

“Se anche voi – Bertin e Minelli – abbandonerete i lupi per favorire il Leone, non sarete poi così tanto diversi da uno Chatrian qualunque”. E’ il guanto di sfida che Adu, presente in Consiglio Valle con Daria Pulz, hanno sbattuto in faccia al gruppo di Rete Civica che replica: “Non servono, sono anzi deleterie, le grida astratte e ideologiche quali uccidiamo i lupi o il lupo non si tocca”.

Daria Pulz

La tensione cresce mano a mano che ci si avvicina a mercoledì 20 novembre, giorno di adunanza del Consiglio Valle che dovrebbe esaminare una legge per il contenimento della diffusione del lupo nella regione.

Spiegano quelli di Rete Civica: “Il consolidamento della presenza del Lupo in Valle d'Aosta, specie protetta a livello europeo, dopo quasi due secoli dalla scomparsa, comporta inevitabilmente conflitti, tensioni, e paure che devono essere gestiti ai fini della tutela degli equilibri ecologici e dell'agricoltura di montagna”.

Replicano dal fronte opposto: “Siate coerenti, ascoltate l'appello di tutte le associazioni: Legambiente, Valle Virtuosa, ARCI, WWF e in ultimo OIPA VdA che chiedono di rinunciare alla misura dell'abbattimento e di promuovere, invece, politiche alternative di convivenza tra le due specie. Non chiudete gli occhi di fronte alle migliaia di firme che invitano la politica ad assumere provvedimenti più razionali; oltre 30.000 per la petizione relativa al progetto di legge del 2016 e oltre 1.000 per quella lanciata pochi giorni fa rispetto al nuovo disegno di legge”.

Nella foto a lato Chiara Minelli e Alberto Bertin

Ma rete Civica alza la guardia: “Abbiamo operato in questi mesi con grande impegno, sulla scorta dei pareri degli esperti in materia che si sono espressi nella Commissione del Consiglio regionale, per arrivare a un testo di legge accettabile, che considerasse la problematica Lupo nella sua complessità, ove l'eventuale cattura e abbattimento fosse del tutto eccezionale, previa l'attivazione delle misure preventive finalizzate alla coesistenza fra la presenza del predatore e le attività umane e previo parere favorevole dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), come previsto della normativa comunitaria”.

Per Rete Civica la presenza del Lupo richiede, infatti, “l'adozione di nuovi comportamenti da parte di tutti gli abitanti e frequentatori della montagna: agricoltori, escursionisti, turisti, semplici cittadini”. E poi l’affondo: “Affermare, come fa ADU, che si tratti di una legge ‘ammazza-lupi’ è falso e funzionale ad una becera propaganda. Si tratta dell'ennesima dimostrazione di un atteggiamento ideologico da cui Rete Civica ha preso nettamente le distanze per poter dare un contributo costruttivo nell'affrontare i gravi problemi presenti nella società, nel territorio e nell'ambiente valdostano”.

Adu però replica a muso duro: “Quando abbiamo immaginato il nostro progetto, si era deciso, di comune accordo, di non esplicitare la questione lupo, per evitare di alimentare una discussione demagogica e per facilitare il confronto con il milieu rural. Si era però anche stabilito che mai si sarebbero sostenuti provvedimenti che prevedessero l'abbattimento, nemmeno come ‘extrema ratio’. Questa posizione, implicita nei principi fondativi della lista, era stata poi dichiarata in diverse occasioni, compreso l'ultimo comizio elettorale”.

Nella foto una mucca sbranata da un canide

Insomma più intensa è stata la convivenza più dura è la separazione. Adu e Rete Civica sono infatti il frutto della scissione avvenuta in Impegno Civico che alle regionali ha ottenuto tre seggi ma pochi mesi dopo si è frantumato: da una parte Daria Pulz, che ha dato vita all’Adu, e dall’altra Chiare Minelli che hanno costituito Rete Civica che da alcuni mesi sostiene dall’esterno la Giunta regionale alla quale Daria Pulz fa un’opposizione dura e pura tanto Adu si rivolge agli ex compagni di gruppo dicendo: “Assumete le vostre responsabilità. Senza il voto di Rete Civica, la legge non può essere approvata. Certo, potrebbe esserlo con i voti della Lega, ma a questo punto ci sarebbe un evidente problema politico. Sta a voi, ormai organici alla maggioranza unionista, sollevare per tempo il problema”.

Seraficamente Minelli e Bertin dicono: “Nel caso della 'legge lupo' constatiamo con tutta serenità che, anche attraverso il nostro contributo, una proposta inizialmente molto discutibile e confusa è stata trasformata in un testo accettabile. E questo è quello che conta per la comunità”.

Ma nella comunità c’è chi si schiera contro l’abbattimento del lupo è sui social lancia per mercoledì 20 novembre alle 17.30 un flash mob di protesta all'ingresso Palazzo in piazza Deffeyes “come protesta verso la legge che discuteranno durante la seduta del consiglio circa la volontà di approvare l'abbattimento del lupo. Veniamo in tanti e facciamoci sentire, il lupo è essenziale per il nostro ecosistema e la Regione ha ottenuto quasi 500 mila euro di fondi per la salvaguardia del lupo quindi non possiamo accettare ora questa scelta politica! Diffondiamo al massimo l'informazione della protesta al momento mi raccomando solo in privato e non sui social veniamo numerosissimi”.

pi.mi.

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