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FEDE E RELIGIONI | 12 novembre 2019, 09:00

PAPA: Nessuno sia scartato o lasciato indietro

PAPA: Nessuno sia scartato o lasciato indietro

Bisogna raccogliere la sfida di realizzare un sistema economico «che non lascia indietro nessuno» e «che non scarta nessuno dei nostri fratelli e sorelle». È questo l’orizzonte concreto indicato da Papa Francesco ai membri del Consiglio per un capitalismo inclusivo, ricevuti in udienza in Vaticano nella mattina di lunedì 11 novembre.

Nato come frutto del Fortune-Time Global Forum, svoltosi nel 2016, il Consiglio è impegnato a promuovere «il superamento di un’economia di esclusione e la riduzione del divario che separa la maggior parte delle persone dalla prosperità di cui godono pochi». Nel sottolineare il senso di questo obiettivo, Francesco ha ribadito che oggi «è necessario e urgente un sistema economico giusto, affidabile e in grado di rispondere alle sfide più radicali che l’umanità e il pianeta si trovano ad affrontare».

Da qui l’incoraggiamento «a perseverare lungo il cammino della generosa solidarietà e a lavorare per il ritorno dell’economia e della finanza a un approccio etico che favorisca gli esseri umani».Guardando alla storia più recente, in particolare alla crisi finanziaria che ha investito gran parte del capitalismo mondiale a partire dal 2008, il Papa ha osservato che «un sistema economico sano non può essere basato su profitti a breve termine a spese di uno sviluppo e di investimenti produttivi, sostenibili e socialmente responsabili a lungo termine».

Anche se l’attività imprenditoriale «è una nobile vocazione orientata a produrre ricchezza e a migliorare il mondo per tutti» — ha riconosciuto citando la Laudato si’ — va ricordato comunque che «il vero sviluppo non può limitarsi alla sola crescita economica, ma deve favorire la promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo».Ciò significa che non basta «far quadrare i bilanci, migliorare le infrastrutture o offrire una più ampia varietà di beni di consumo». Occorrono piuttosto «un rinnovamento, una purificazione e un rafforzamento di validi modelli economici basati sulla nostra personale conversione e generosità nei confronti dei bisognosi».

Un sistema economico «privo di preoccupazioni etiche», infatti, «non conduce a un ordine sociale più giusto, ma porta invece a una cultura “usa e getta” dei consumi e dei rifiuti». In definitiva, non si tratta semplicemente di «avere di più», ma di «essere di più». C’è bisogno dunque di «un profondo rinnovamento dei cuori e delle menti così che la persona umana possa essere sempre posta al centro della vita sociale, culturale ed economica».

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