Governo Valdostano | mercoledì 20 novembre 2019 18:23

Governo Valdostano | 07 novembre 2019, 23:00

Più prevenzione migliorare la salute e il benessere sociali

Intervista a Mauro Baccega, Assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali

Mauro Baccega

Mauro Baccega

I numeri del cancro in Italia 2019” assegna alla Valle d’Aosta, rispetto alle altre regioni la sopravvivenza più elevata a 5 anni dalla diagnosi di un tumore, la minore incidenza (cioè di nuovi casi per anno) di tumori del colon retto, la più alta adesione delle donne allo screening della cervice uterina (77%).

Assessore Baccega possiamo dire che la sanità valdostana è in salute?

“Se facciamo riferimento ai dati che ha citato direi che si può migliorare ma che al tempo stesso non  sono giustificati gli allarmismi perché quelli è vero fanno male”.

Cosa intende?

“Lei ha citato la sopravvivenza più elevata; bene questo è dovuto alla qualità delle cure. Lei ha citato la minore incidenza dei tumori del colon retto; bene tutto questo è dovuto alla diagnosi precoce da screening che si realizzano anche in collaborazione con le associazioni di volontariato. Le ha fatto riferimento la più alta adesione delle donne allo screening della cervice uterina; bene questo è anche frutto delle continue campagne di comunicazione”.

Vuole dire che va tutto bene?

“Assolutamente no. Ma il nostro sforzo è promuovere una cultura a tutela della salute perché l’esito di buone cure deriva anche da comportamenti responsabili”.

Intende educazione e prevenzione?

“Certo! Il concetto di prevenzione è troppo spesso inteso come passivo, demandato cioè ai soli servizi sanitari e non lo si percepisce come individuale e responsabile”.

Progetti in merito?

“Le anticipo che il Piano per la salute e il benessere sociali, che attualmente è in fase di elaborazione per il periodo 2020-2025, saranno presenti azioni specifiche in tale direzione”.

Intende comunicazione e informazione diretta ai cittadini?

“Dirò di più. Pensiamo a campagne di informazione e comunicazione ai cittadini differenziando linguaggi e contenuti in base all’età, al livello culturale e agli stili di vita da parte sia di medici ed esperti di sanità; più diffusamente nei luoghi della quotidianità, orientano il messaggio verso atteggiamenti responsabili che eliminano fattori di rischio come fumo e alcol, orientano a controlli sanitari periodici per ipertensione e diabete invitano a partecipare a campagne preventive vaccini e anti influenzale negli anziani e a programmi di diagnosi precoce”.

Ma un ruolo importante lo svolge anche il personale sanitario…

“Sicuramente; la stessa campagna sarà rivolta agli operatori della sanità, specie quelli di prossimità come i medici di medicina generale affinché contattino individualmente i loro assistiti in base alla condizione di salute, alla presenza di soli fattori di rischio o alla presenza di qualche malattia già diagnosticata affinché adottino tutte le azioni preventive per mantenersi sani o evitare aggravamenti in caso di presenza di malattia”.

Comunque sia le cure ospedaliere sono quelle che più danno fiducia ai pazienti...

“In effetti la sanità valdostana è stata concepita come ospedale-centrica, mentre il Piano socio sanitario 2020-2025, nel valorizzare il nostro ospedale in base alla sua specifica capacità produttività, riorganizzerà i servizi territoriali in modo che, anche con una diagnosi di tumore, il ricorso all’ospedale possa essere limitato alla sola fase acuta potendo poi proseguire il trattamento a casa o sul territorio con maggiore attenzione all’umanizzazione delle cure, evitando inappropriati e costosi ricorsi ospedalieri”.

Meno ospedale e più cure sul territorio?

“In un certo senso sì. Penso ad una elevata ospedalizzazione  per malattie neurologiche negli anziani quali Alzheimer e Parkinson, confermate dall’alto tasso di mortalità per disturbi psichici e  malattie del sistema nervoso”.

Tanti valdostani vanno a curarsi fuori Valle…

“Di fronte ad una patologia importante, spesso il cittadino ricorra alle strutture fuori regione che trattano un numero di casi impossibile per il nostro ospedale dato il numero di residenti, ma questo fatto non necessariamente è da considerarsi negativo e a dimostrarlo sono gli indicatori Agenas del PNE (Programma Nazionale Esiti), disponibili a tutti sul sito dell’Agenas, che riportano per la nostra struttura ospedaliera buoni valori di esito nonostante spesso vi sia un limite nella casistica trattata”.

Ma vi sono prospettive per ridurre il ricorso a cure fuori Valle?

“Tra le attività previste per il prossimo quinquennio dal Piano vi è quella di progettare la tipologia e il volume di produttività ospedaliera regionale proprio a partire dalla fuga, dall’attrazione e dagli esiti delle cure presso il Parini in modo da veicolare opportunamente investimenti e risorse su un ospedale che, nonostante il bacino esiguo di utenza, ha dimostrato da sempre la sua qualità nelle cure”.

piero.minuzzo@gmail.com

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore