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Consiglio Valle | 07 novembre 2019, 22:45

Sul futuro del Palazzo Cral Cogne solo ipotesi, la certezza è la cessazione delle attività

Con 26 astensioni e cinque voti favorevoli il Consiglio Valle ha respinto la mozione presentata congiuntamente dai gruppi ADU-VdA e M5S per il riconoscimento di Palazzo Cogne quale bene di interesse culturale in funzione del suo specifico interesse etnoantropologico

L'ingresso del circolo Cral al Palazzo Cogne di Aosta

L'ingresso del circolo Cral al Palazzo Cogne di Aosta

La Regione è intenzionata a "valorizzare le peculiarità di Palazzo Cogne, che per decenni ha rappresentato un polo socio-culturale per la città di Aosta" e per questo l'assessore regionale alle Finanze, Renzo Testolin, sta lavorando "a un recupero attinente alla storia e rispettoso dell'utilizzo che ha sempre avuto".

L'assessore è intervenuto in Consiglio Valle nel dibattito sulla mozione, respinta dall'Assemblea con 26 astensioni e cinque voti a favore, presentata congiuntamente dai gruppi Adu-VdA e M5S per il riconoscimento di Palazzo Cogne quale bene di interesse culturale in funzione del suo specifico interesse etnoantropologico, senza dare però certezze e né tempistiche. Da mesi è in corso una vertenza tra la Regione e Giorgio Giovinazzo (nella foto), gestore del circolo culturale Ccs Cogne che affitta i locali del Palazzo da circa 40 anni. A febbraio l'Ufficio legale della Regione aveva inviato a Giovinazzo un ordine di sgombero immediato per urgenti e gravi problemi strutturali dell'edificio, che minaccarebbero la sicurezza e l'incolumità degli utenti dei vari corsi ed eventi organizzati dal Ccs.

 

L'Amministrazione si era poi rivolta al Tribunale per ottenere lo sgombero e i vertici del Ccs si erano opposti sostenendo che il palazzo necessità sì di manutenzione urgente ma non è a rischio di crolli e dichiarandosi disposti a sostenere i costi dei lavori di riqualificazione, nonchè a sanare con una rateizzazione la morosità di oltre 200.000 euro accumulata per le spese di riscaldamento.

La causa civile è ancora pendente in Tribunale, a cui Giovinazzo ha inoltrato a ottobre una relazione affermando l'importanza "irrinunciabile" delle attività sociali del circolo. Di fatto, la mozione dei gruppi di minoranza avvalora questa tesi: sostenendo la valenza culturale dei balli degli anziani e dei diversi corsi ed eventi organizzati dal Ccs Cogne, il capogruppo del M5S, Luigi Vesan, ha evidenziato in Aula che "Il valore del fabbricato non consiste solamente nella sua qualità estetica, nella sua vetustà e nelle indubbie fama e qualità del progettista, ma soprattutto nel fatto di essere stato ininterrottamente destinato ad attività ricreative con livelli di diversificazione e frequentazione altissimi".

In risposta, l'assessore regionale ai Beni culturali, Laurent Viérin, ha assicurato di condividere "la volontà di valorizzazione dell'immobile", ma ha anche sottolineato che "non è possibile per la Regione sostituirsi all'organo competente nella verifica della valenza del Palazzo". Per Vierin, inoltre, la  mozione "interferisce con quella che il Consiglio Valle ha già approvato (nel giugno scorso ndr) e in base alla quale la Sovrintendenza ai beni culturali ed ambientali sta procedendo nella verifica del possesso dei requisiti per quanto attiene l'interesse culturale di Palazzo Cogne e il conseguente grado di tutela".

red. pol.

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