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Aosta Capitale | 07 novembre 2019, 23:00

Aosta: Rini attacca Centoz per vie buie e sarcofagi

Aosta: Rini attacca Centoz per vie buie e sarcofagi

Fulvio Centoz molte zone della città sono completamente al buie. Abbiamo fatto diverse telefonate e solleciti…ma zero. La situazione è intollerabile. In sintesi è quanto ha postato sui social Emily Rini, presidente del Consiglio Regionale.

Finalmente anche un politico prende posizione, e affianca Aostacronanca.it, sulla vergognosa condizione la Giunta Centoz lascia il capoluogo valdostano. Le vie buie sono, oltretutto, anche un pericolo per bambini, anziani e donne. Ma questo alla Giunta Centoz poco importa.

Emily Rini rincara la dose con un altro post. “Fa male – scrive la Presidente del Consiglio Valle – vedere più di 7100 commenti che, unanimi, denunciano la bruttezza delle panchine (sarcofagi Centoz, ndr.) installate in piazza della Cattedrale ad Aosta. Bene ha fatto Vittorio Sgarbi, ineccepibile critico d’arte e amico della Valle d’Aosta, ad aprire un dibattito nel merito direttamente con la popolazione”. Emily Rini, si chiede poi “forse è il caso di intervenire subito per provi rimedio e dimostrare così di sapere ascoltare la voce dei cittadini?”

Una presa di posizione che rincuora gli aostani che amano Aosta ma che soffrono per la trascuratezza nella quale è avvolta e alimenta la speranza che qualcosa si muova..

E’ pur vero che la responsabilità è del Comandante ma i suoi caporali che fanno? L’assessore Carlo Marzii non perde occasione per sottolineare il reperimento di nuove risorse finanziarie. Ma possibile che non ci siano le risorse per intervenire sull’illuminazione pubblica, sulla cura del verde e sull’arredo urbano? Sulle panchine? Dobbiamo per forza ingoiare i sarcofagi Centoz?

Per ridare dignità a Aosta Capitale della Valle d’Aosta ci vorrebbe un sindaco o una sindaca lungimirante, capace, con fantasia amministrativa e che abbia il senso di appartenenza alla città.

Stupisce che gli occupanti l’Hotel de la Ville non provino vergogna a lasciate la città nelle condizioni penose in cui si trova.

pi.mi.

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