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ISTRUZIONE E FORMAZIONE | 02 novembre 2019, 21:18

I Viaggi della Memoria per gli studenti valdostani abbiano rigore storico didattico-educativo

Lo chiedono un gruppo di docenti in una lettera aperta inviata alla Presidente del Consiglio regionale, Emily Rini; all'Assessora all’Istruzione, Università, Ricerca e Politiche giovanili, Chantal Certan; alla Sovraintendente agli Studi della Regione autonoma Valle d’Aosta, Marina Fey

I forni crematori del campo di concentramento di Dachau

I forni crematori del campo di concentramento di Dachau

“Siamo un gruppo di  docenti di discipline storico-filosofiche, storico-sociali e linguistico-letterarie delle scuole secondarie di secondo grado valdostane e  partecipiamo da molti anni alle molteplici iniziative dedicate alla memoria che, con notevole sensibilità e attenzione, sono organizzate dall'Amministrazione regionale come supporto e approfondimento delle attività curricolari che svolgiamo quotidianamente in classe”.

Il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau

Inizia così la lettera, carica di uno spirito collaborativo, con la quale desiderano “condividere alcune osservazioni ed esprimere sentiti auspici”. L’obiettivo della lettera è “contribuire ad organizzare al meglio esperienze che costituiscono un arricchimento per la costruzione della conoscenza storica e della coscienza critica degli studenti, in vista della formazione del loro essere cittadini”.

Infatti, per vari motivi il Viaggio della Memoria ad Auschwitz-Birkenau ed Il viaggio della Memoria a Trieste/Gorizia, sembrano non avere la medesima valenza didattico-educativa.

I firmatari della lettera spiegano che Il viaggio della Memoria ad Auschwitz-Birkenau e il concorso ad esso collegato sono ormai divenuti elementi fondamentali dell'offerta formativa, organizzati e svolti con cura e attenzione sia agli aspetti conoscitivi, presentati con il rigore scientifico indispensabile per la costruzione della conoscenza, sia all'adeguata preparazione psicologica,  indispensabile per l'esperienza emotivamente forte alla quale sono invitati  i giovani valdostani, posti di fronte alla realtà dei ghetti in Polonia,  dei  campi di sterminio nei quali si  è organizzata la soluzione finale, volta  al Porrajmos  e alla Shoah, "paradigma del ventesimo secolo".

Per questo auspicano che “l'esperienza continui nella stessa direzione affiancando ancora, nella preparazione preliminare dei nostri studenti e nella valutazione finale dell’esperienza, noi docenti con gli operatori dell’Associazione di Promozione Sociale Deina, che opera con grande professionalità e sensibilità pedagogica a livello nazionale e internazionale con progetti che godono del patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati”.

(La risiera San Saba a Trieste)

Nella medesima lettera gli insegnanti spiegano che il viaggio della Memoria a Trieste/Gorizia è particolarmente complesso per il numero di "fatti storici" che affronta, per la loro diversa collocazione temporale e difficoltà concettuale e  per il forte impatto che essi hanno sulla società contemporanea: esso permette di confrontarsi con la storia e la memoria della prima guerra mondiale, la Shoah in Italia e nell'Istria, la seconda guerra mondiale, la Resistenza, le foibe e la guerra fredda.

“Tale complessità – spiegano - ha fatto sì che in passato gli studenti partecipanti al viaggio siano tornati con una certa difficoltà a ben comprendere e collocare le conoscenze acquisite  e con errori nella comprensione degli eventi, dopo aver udito  testimonianze che  non sono né  di storici di professione né di testimoni,  col rischio di cadere vittime di "scontri” tra memorie divise e divisive che possono prestare il fianco a  possibili strumentalizzazioni,  che nulla  hanno a che fare con il rigore della conoscenza storica e con lo scopo didattico-educativo del viaggio”.

Per questo gli insegnanti si augurano che l'esperienza continui, ma sia, esattamente come il viaggio ad Auschwitz-Birkenau, preparata e svolta con particolare attenzione al rigore della conoscenza, con un'accurata valutazione anche degli impatti emotivi lae un fondamentale tentativo di lettura dell'attualità. Soprattutto anche alla luce dei recenti fatti accaduti nel Parlamento italiano ed il colpevole silenzio che ha ammantato la politica valdostana nonostante vi sia chi si rifiuta di votare, come il centro destra, una mozione contro per l’istituzione di una Commissione contro l’odio proposta da Liliana Segre.

“Con l'auspicio che le nostre osservazioni di insegnanti – concludono e ribadiscono gli insegnanti - siano colte non come una critica, ma come un tentativo di collaborazione per il miglioramento di esperienze molto apprezzate da docenti e studenti e molto arricchenti per i partecipanti”.

red. cro.

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