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Consiglio Valle | 01 novembre 2019, 22:39

I razzisti e gli antisemiti avanzano ma chez nous tutti zitti

I razzisti e gli antisemiti avanzano ma chez nous tutti zitti

Cosa possiamo sperare dai nostri ragazzi se i nostri politichini, dopo il gravissimo fatto accaduto al senato italiano, se ne stanno zitti, pensano alla loro poltrona e non prendono posizione al dilagare dell’odio, della violenza, dell’imbarbarimento dei rapporti?

I segnatori della Lega, dei Fratelli d’Italia e di Forza Italia si sono astenuti sull’istituzione di una Commissione anti odio che serpeggia e lievita attraverso i social. Un’astensione che suona come volontà di non indispettire la destra, i fascisti, i nostalgici e Casa Pound.

La mozione è stata proposta dalla senatrice a vita Liliana Segre ed è stata approvata con 151 voti favorevoli e 98 astenuti. E su quella pericolosa, preoccupante e minacciosa astensione è intervenuto anche il Presidente Sergio Mattarella che ha invitato a “non abbassare mai la guardia” e “non sottovalutare i tentativi che negano o vogliono riscrivere la storia contro l’evidenza allo scopo di alimentare egoismi, interessi personali, discriminazioni e odio”.

Il presidente ha ricordato che l’antidoto a queste immani tragedie ha aggiunto è soltanto nella memoria, nel dialogo, nel rispetto, nell’inclusione e nella comprensione reciproca.

Eppure la Valle d’Aosta e il nostro popolo ha pagato un pesantissimo quanto dolorosissimo prezzo per la libertà. Per non paralare del tributo di sangue versato e i tanti deportati. Eppure nessuno dei 35 di piazza Deffeyes ha preso posizione. Nemmeno il nostro senatore Albert Laniece. Nemmeno quelli del primo e secondo piano di Piazza Deffeyes che ad ogni puzzina di cane spediscono un telegramma o un comunicato di congratulazione o cordoglio.

Eppure gli orrendi episodi accaduti 75 anni dovrebbero essere nella memoria di tutti e insegnati ai giovani. Le parole di Mattarella: “Tante vite spezzate nei crudeli eccidi perpetrati dalle truppe e milizie nazi fasciste, spesso compiuti nella più agghiacciante violenza e spregio della vita persino dei bambini. A quegli eccidi si sono aggiunte le aberranti vicende ad opera di alcuni reparti delle forze alleate che come talvolta accade in guerra, avevano smarrito ogni senso di umanità”.

I razzisti e gli antisemiti non votano contro l'odio ma chez nous tutti zitti. E allora per chi ha la memoria corta pubblichiamo la risposta che la Senatrice Segre ha dato a chi si è astenuto sulla mozione e a chi tace. Si tratta di una pagina del suo diario dal lager.

“La stanza era grande, lunga e stretta e vuota completamente. C’erano due porte e una finestra piccola, vicino alla finestra la stufa. La stufa era di ferro, appena tiepida, ma quel leggero torpore era annullato dalla corrente gelida che veniva dalla finestra. Stavo attaccata alla stufa e guardavo fuori la distesa di neve e le macchie indistinte delle prigioniere in fila, lontano verso i fili spinati. Avevo consapevolezza della mia nudità e del mio cranio rasato. La rasatura era stata crudele…

Si tratta dell’estratto della pagina del diario donata da Segre al Corriere della Sera: “Non ero mai stata così sola e così infelice. Le ore passavano e ogni tanto entravano dei soldati, mi guardavano, ridevano, scambiavano una battuta di spregio. Avevo fame, sete e freddo. Nessuno mi diede nulla né da bere né da mangiare né da asciugarmi, dopo la doccia rimasi bagnata mentre aspettavo che i miei stracci venissero disinfestati.

Dopo ore entrò una ragazza. Avrà avuto forse due o tre anni più di me, anche lei nuda e disperata. Si avvicinò alla stufa e ci guardammo con pietà fraterna, già amiche, già sorelle, con occhi adulti. Tentammo in tutti i modi di parlare ma non ci capivamo assolutamente (forse era cecoslovacca o ucraina) e allora non so più a chi delle due venne in mente di tentare con il latino scolastico delle nostre prime frasi delle scuole medie, così lontane da lì.

E fu fantastico poterci scambiare dolci brevissime frasi: Patria mea pulchra est (La mia patria è bella), Familia mea dulcis est (La mia famiglia è dolce), Cor meum et anima mea tristes sunt (Il mio cuore e la mia anima sono tristi). Fu molto importante quel momento e anche se non ho mai saputo il nome di quella ragazza con lei ho vissuto un’altissima affinità spirituale e la massima condivisione in una condizione umana bestiale. Grazie amica ignota, spero che tu sia tornata a raccontare di quel giorno di marzo 1944 nella “Sauna” di Birkenau”.

Leggendo queste righe prova vergogna per chi non ha preso posizione e ha taciuto per interessi partitici perché in Valle abbiamo perso la nostra identità e razzisti, antisemiti, fascisti e destrorsi possono essere utili a qualcuno per mantenere la poltrona.

Un sondaggio Emg Acqua ha rilevato che dopo gli attacchi a Liliana Segre: per il 73% l’antisemitismo è un problema anche in Italia. E la nostra Petite Patrie è in Italia.

Ma chez nous tutti zitti.

LILIANA SEGRE

è nata a Milano nel 1930 in una famiglia ebrea. Deportata ad Auschwitz-Birkenau all’età di tredici anni, ha perso nel lager il padre e i nonni paterni. Oggi ha tre figli e tre nipoti. Nel 1990 ha incominciato a raccontare la sua esperienza da sopravvissuta e ha ricevuto numerosi riconoscimenti e onorificenze per il suo impegno di testimone. Nel gennaio 2018 è stata nominata senatrice a vita per volere del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

piero.minuzzo@gmail.com

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